Gioco
Scissione choc nel Movimento 5 Stelle
I grillini si dividono su candidato sindaco e lista. Guerra per il simbolo. Nascono due gruppi Facebook: giallo sulle password
LIVORNO. A dieci mesi dall’elezione del nuovo sindaco, e con in mano la possibilità di portare il Pd a uno storico ballottaggio (in via Donnini l’oltre 25% di preferenze incassato in città dai grillini alle politiche frizza ancora), il Movimento 5 Stelle di Livorno è scoppiato. Si è diviso in due. Scisso. E a pronunciare la parola “scissione”, sono stati gli stessi attivisti poco più di 24 ore fa.
Cosa è successo? Martedì sera i grillini labronici si sono riuniti al primo piano della circoscrizione 4. Una plenaria per parlare della lista e del candidato a sindaco su cui puntare. Il clima non deve essere stato dei migliori, perché a un certo punto Sandro Dini, 56 anni, commerciante, già candidato alle “parlamentarie” per Palazzo Chigi e Montecitorio, si è alzato e ha pronunciato questa frase: «Proclamiamo la scissione». Poi si è incamminato verso l’uscita, seguito da 6 o 7 militanti. A quanto risulta tutti vicini a Christian Balloni, il 35enne barista che ha “rischiato” di staccare un biglietto per Roma (sempre come candidato alle parlamentarie) e che ora punterebbe alla carica di primo cittadino.
Ma non è tutto: lo scontro si è acceso qualche ora più tardi, quando i membri del Movimento rimasti in sala (la maggioranza per la verità, tra i quali anche Stella Sorgente e Andrea Morini) si sarebbero accorti che «prima della riunione sono state cambiate le password del blog». Così qualcuno ha gridato al «golpe».
Nell’era del dio Internet la scissione politica non poteva che trasformarsi in una scissione del profilo Facebook: la pagina ufficiale del Movimento 5 Stelle Livorno (2.019 “mi piace”) è rimasta invariata, ma il gruppo “Sportello d’ascolto” originario, seguito da 489 membri, ora sembra essere gestito direttamente dai filo-Balloni, mentre gli altri - tagliati fuori - hanno fondato un nuovo sportello virtuale che ieri contava già un centinaio di inscritti.
Va detto che nel Movimento, nonostante il tentativo di tenere lontani i taccuini, il malumore si respirava già da un po’: da una parte Balloni con gli ex candidati al Parlamento (Sandro Dini, Donato Angerame) e altri (come Marco Valiani, Francesca Sittinieri, Alessio Batini, Giovanni Barbaro), dall’altra chi non crede che Balloni possa essere il candidato giusto (da David Penco a Andrea Morini e Enrico Cantone) e chiede di discutere nomi diversi. C’è chi propone la stessa Sorgente, 30 anni, musicista e insegnante, e chi Francesco Bastone, 44 anni, ingegnere, scelto in passato per dare voce alla protesta contro il nuovo ospedale a Montenero. Ma per ora è solo gossip.
Di certo c’è che i secondi temono che il gruppo di Balloni abbia già presentato o stia per presentare a Grillo la lista da certificare in vista delle amministrative. Perché senza l’ok di Grillo, è chiaro, non corre nessuno. Così la prossima settimana si riuniranno (da soli) per decidere cosa fare.
La frattura rischia di trasformarsi in una guerra per accaparrarsi il simbolo, mentre su Fb sono già volate parole grosse. «Questo è un altro gruppo, l'altro è in mano ai pescecani ormai», ha scritto ieri Penco a chi gli ha chiesto spiegazioni sulla scissione. Poi: «Il Movimento di Livorno è uno solo. Chi vive la politica solo per le proprie ambizioni tirandosi dietro sei o sette creduloni non può ambire a niente. Si scioglieranno come neve al sole».
Nel gruppo ufficiale, quello dove le password sarebbero state cambiate, ieri sono apparse di continuo scritte che i moderatori, di volta in volta, hanno fatto sparire o comunque reso invisibili all’esterno. Ne abbiamo fotografate alcune, giusto perché chi non ha fatto in tempo possa leggerle. Di prima mattina, ad esempio, Sittinieri, una delle scissioniste, ha pubblicato una “Lettera aperta all'attivista anonimo e/o disperso”, dove raccontava che «ieri sera, dopo il nostro pacato ma deciso e palese allontanamento, ho provato un senso di libertà che da tempo non provavo. Anche questo, anzi soprattutto questo, l'ho fatto alla luce del sole». Il post però è finito all’ombra: prima è stato sottoscritto da Batini, Mantellassi, Valiani e Barbaro (del gruppo che ha operato la scissione), poi è stato cancellato forse perché prova del caos.
Idem per una discussione che si è scatenata qualche minuto dopo: Batini controbatte a Cantone che «la verità è che siete ormai così presi dalla vicinanza del seggiolone che avete preferito tradire i principi di uguaglianza e onestà che andavate decantando: voti segreti, alleanze...».
Gli risponde un altro attivista, dei non-scissionisti, Daniele Galli: «Il modo con cui vi siete appropriati delle pagine del Movimento che è di tutti i partecipanti rivela il vostro modus operandi: avete sempre sostenuto la vostra trasparenza e buonafede, ma avete fatto allontanare tantissime persone che non vi sostenevano...».
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