Gioco
Mariotti: noi medici esposti alle violenze ma l’impegno non muta
Il presidente provinciale dell’Ordine interviene dopo le tragiche aggressioni a Bergamo e a Saronno
LIVORNO. Assurda per come si è conclusa, la drammatica scomparsa della dottoressa uccisa a Bergamo mentre prestava assistenza ad un ferito rappresenta solo l’ennesimo episodio. Si va ad aggiungere all’omicidio della psichiatra a Saronno, solo alcuni giorni fa. Quasi ogni giorno i medici rimangono vittime di violenze mentre fanno il proprio lavoro specie durante l’attività di Guardia Medica e nei Pronto Soccorso. «Fanno parte del nostro impegno – spiega Eliano Mariotti, presidente provinciale dell’Ordine – ma non per questo dobbiamo venir meno ad una scelta di professione e di vita».
Le considera come vere e proprie morti sul lavoro?
«Sicuramente sì, visto che a Bergamo la collega ha voluto interpretare fino in fondo, a costo purtroppo della vita, il principio della professione medica».
Quanto accaduto potrà far cambiare qualcosa nell’immagine popolare del medico o tutto da domani tornerà come prima e si continuerà a parlare solo di malasanità?
«C’è molta amarezza nel constatare che nella società in cui i medici sono additati come “portatori di colpe”, emergano sempre più di frequente esempi di persone corrette e deontologicamente preparate, capaci addirittura di immolare la propria esistenza per la salute pubblica».
Ritiene almeno giusto un riconoscimento istituzionale alla memoria?
«Senz’altro sì, giusto e doveroso».
Saronno e Bergamo: pur se in differenti modalità, dimostrano come il medico sia sempre più esposto nella propria sicurezza?
«Non soltanto qui, in questi due casi, ma anche in passato le statistiche dimostrano come il medico pubblico e quello territoriale siano i più esposti a subire atti di violenza. Le categorie maggiormente a rischio sono gli operatori sanitari di Guardia medica e Pronto soccorso».
Quali autorità pensa saranno presenti ai funerali?
«Mi auguro siano presenti lo Stato e le massime istituzioni del nostro settore».
Quale aggettivo userebbe per definire tutto questo?
«Estremamente generoso morire per aiutare altre persone, ma è assurdo pensare che possano accadere simili tragedie».
Gian Ugo Berti
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