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«Ho rubato quella borsa», il ladro del Romito confessa
Ma respinge l’accusa di aver picchiato gli agenti che lo inseguivano sugli scogli. Il giudice: resta in carcere. Ma non ci sono prove di altri furti
LIVORNO. «Sì è vero: ho rubato quella borsa sugli scogli del Romito, ma non ho picchiato nessuno, tantomeno gli agenti. E comunque la borsa che avevo preso l’ho lanciata subito via perché mi stavano inseguendo».
Julian Cosmin Lacatuso, 26 anni, origini romene, è accusato di rapina e soprattutto è sospettato di essere il “ladro dei bagnanti”, terrore per chi durante l’estate ha scelto di passare qualche ora al sole lungo il Romito e a fine giornata non ha più trovato lo zaino o il suo contenuto: soldi, smart-phone oppure gioielli.
La sua verità su quanto è accaduto sabato nei pressi delle Vaschine l’ha raccontata ieri mattina nella stanza degli interrogatori del carcere di Livorno davanti a giudice per le indagini preliminari Beatrice Dani.
Nei suoi confronti il pubblico ministero Fiorenza Marrara che conduce le indagini ha chiesto la misura cautelare in carcere: «Ha precedenti penali e non ha fissa dimora», sono le fondamenta della richiesta presentata ieri al giudice.
Dopo poco più di mezz’ora di camera di consiglio il magistrato ha convalidato l’arresto e accolto la richiesta del pubblico ministero. Per il momento l’accusa rimane quella di rapina impropria ed è strettamente collegata all’episodio di sabato anche perché non ci sono elementi per contestare all’uomo altri furti.
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