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Livorno

Salviano, oltre 1700 firme «Riaprite il sottopasso»

Salviano, oltre 1700 firme «Riaprite il sottopasso»

Stasera alla circoscrizione 4 il consiglio diventerà un’assemblea con i cittadini Pini: sperimentiamo la riattivazione a senso unico modificando la viabilità attorno

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LIVORNO. Alla fine le firme contro la chiusura del sottopasso di via di Salviano sono 1.737: una infinità, se pensiamo che si tratta di un problema specifico di un pezzetto di territorio fra Colline e, al di là dei binari, Rombolino, Padula e Salviano (ma anche Leccia e dintorni). «E se avessimo voluto continuare, ne avremmo raccolte chissà quante di più», dice uno dei cittadini coinvolti nella protesta che ha coinvolto residenti e commercianti.

Nel mirino il blitz degli uffici tecnici municipali scattato in primavera: di punto in bianco vietato il passaggio dei motorini sulla base di una indagine dell’Arpat sull’inquinamento acustico (e, a quanto è dato sapere, anche di un esposto alla magistratura). Ma gli accertamenti dell’agenzia per la tutela ambientale non sono stati un fulmine a ciel sereno: un gruppo di abitanti aveva sollecitato interventi contro il rumore e, con l’altolà, anche alla scuola elementare Collodi hanno tirato un sospiro di sollievo. Solo che gli scooteristi sono obbligati ad allungare la strada di due chilometri passando dal sottopasso di via Sicilia alle spalle di Coteto: inutile dire che sono infuriati, e l’estate non ha placato la loro rabbia. Anche perché lo stop deciso dai tecnici comunali è arrivato senza nessun preavviso né incontro con i cittadini.

Adesso torna in campo la circoscrizione 4: il presidente Federico Pini ha convocato per stasera alle 21,15 al centro civico di via Menasci 4 una seduta del consiglio circoscrizionale che, all’esame dell’ultimo punto (la petizione per far riaprire il sottopasso ai ciclomotori), culminerà in una assemblea pubblica alla quale «sono invitati tutti i cittadini e le associazioni del territorio e della città».

In precedenza, all’inizio di agosto, la circoscrizione aveva trasmesso la petizione al Comune perché, avendo più di 500 adesioni, la questione fosse messa all’ordine del giorno per discuterne in consiglio comunale.

Ieri mattina Pini è stato a confronto con i tecnici del Comune per prendere di petto il problema. Risultato? Dalla circoscrizione salta fuori la proposta di cercare di contemperare le esigenze contrapposte di chi, da un lato, vuol veder tutelato il diritto a non farsi tartassare dai rumori e, dall’altro, di chi vuol avere garantito il diritto a poter transitare.

Per il presidente della circoscrizione ci sono tre strumenti: 1) l’istituzione del senso unico; 2) la chiusura del sottopasso nelle ore notturne; 3) l’installazione di pannelli fonoassorbenti.

«La nostra proposta – dice Pini – prevede un periodo sperimentale con la chiusura notturna e la creazione del senso unico per rilevare gli effetti su traffico e rumore. I pannelli anti-rumore lasciamoli come ultima spiaggia. È vero che la Regione offre un contributo per questo genere di interventi ma rischiamo altrimenti di restare con un pugno di mosche se il costo si rivelasse troppo alto, visto che c’è da realizzare un tunnel fonoassorbente».

Tutto questo però, secondo Pini, si dovrebbe accompagnare a una serie di provvedimenti sulla circolazione che attutiscano i contraccolpi negativi. E qui fa un paio di esempi. L’uno: il senso unico fra via Tommasi e via Lorenzini (anche se ha qualche controindicazione). L’altro: i guai in uscita dalla Porta a Terra fra via della Padula, via di Salviano e via Cimarosa potrebbero essere risolti rendendo a senso unico un tratto di quest’ultima, rivedendo anche per l’intera circolazione in quella zona.(m.z.)

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