Gioco
«Matteoli? Si candidi lui a sindaco di Livorno...»
De Filicaia (Pd) richiama Grassi e replica all’ex ministro su famiglia Piccini e porto «Lui cosa ha fatto per la città a parte nominare chi ha combinato disastri?»
LIVORNO.
«Matteoli si candidi a sindaco di Livorno e vedremo... sarei enormemente felice se lo facesse». A lanciare il guanto di sfida - o provocazione, che dir si voglia - verso l’ex ministro Altero Matteoli è il segretario dell’unione comunale del Pd, Yari De Filicaia.
La reazione del segretario arriva all’indomani del faccia a faccia organizzato alla Festa del Pdl a Cecina tra il senatore di casa Berlusconi e l’ex assessore Pd all’Urbanistica Mauro Grassi, oggi caposegreteria del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Al meeting messo in piedi dai rappresentanti del centrodestra, Matteoli è tornato a puntare il dito contro la gestione del porto, soprattutto contro i «37 anni di famiglia Piccini» («il cambiamento serve perché produce fantasia...). E non le ha mandate a dire alla classe politica e amministrativa della città: «Nei dieci anni in cui sono stato ministro – ha raccontato – ho ricevuto sindaci da ogni parte di Italia, mai una volta che abbia visto un livornese». Anche il fiorentino Grassi, in un dibattito scoppiettante sui temi nazionali, non ha risparmiato qualche consiglio-critica ai livornesi, parlando di «cultura politica lenta».
Così De Filicaia alza la cornetta. «L'amico Mauro – ironizza il giorno dopo – mi prendo la briga di portarlo io un po' in giro quando verrà a Livorno, perché ha qualche lacuna...».
«Invece Matteoli – si arrabbia – sa bene cosa hanno rappresentato Piccini e la Compagnia Lavoratori Portuali per Livorno dal dopoguerra a oggi».
«Per il porto e per la città – dice il segretario del Pd, dipendente del Terminal Calata Orlando – la Compagnia è stata un elemento di spinta economica, di rinascita, quando Livorno era distrutta. Ha portato innovazione, basti pensare a cosa ha fatto Piccini negli anni Settanta con i container. Ma non c’è solo questo: ha investito nella cultura, dalla fondazione Antonicelli è uscito anche uno come Virzì...».
«Trattare con sprezzo un pezzo di città come questo – dice richiamando le parole del senatore – è scorretto. Vorrei capire – attacca – cosa ha fatto Matteoli per Livorno negli ultimi vent'anni, molti dei quali da ministro, a parte nominare qualcuno che ha combinato disastri e si è occupato parecchio di quadri...». Il riferimento è chiaramente alla vicenda della Porto di Livorno 2000. E le parole, è ovvio, non piaceranno a Matteoli, che a più riprese ha rivendicato il lavoro fatto per la costa in termini di attenzione e di finanziamenti.
«Da parte di un esponente Pd – chiosa infine De Filicaia riferendosi a Grassi – mi sarei aspettato una presa di distanza più netta, ma credo che in buona fede Mauro non conosca bene il porto di Livorno. Ma Matteoli sì. La mia non è una difesa d'ufficio, è una difesa della storia».
Ma anche una difesa di se stesso e del suo partito, visto che al dibattito non le hanno mandate a dire alla classe politica e amministrativa della città. «Le valutazioni le faranno i cittadini», taglia corto il segretario. Che poi, a meno di un anno dalle amministrative, lancia la provocazione: «Matteoli si candidi a sindaco di Livorno e vedremo. Sarei enormemente felice se lo facesse...».
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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