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Matteoli: «Se Pdl me lo chiede, pronto a candidarmi a sindaco di Livorno»
Annuncio dell’ex ministro in risposta all’intervista pubblicata sul Tirreno al segretario del Pd, De Filicaia: «Figurarsi se ho paura a candidarmi contro l’esponente di un partito a pezzi che ha ridotto Livorno a città anemica».
LIVORNO. «Nella mia lunga vita politica, com'è naturale, ho vinto e perso, ma quando il mio partito me lo ha richiesto mai mi sono tirato indietro. Ad esempio, nel 2000 mi sono candidato a presidente della regione Toscana quando il Pd era fortissimo, un monolite e quindi la battaglia era improba se non persa in partenza. Figurarsi se ho paura a candidarmi, qualora il partito me lo chiedesse, a sindaco contro un esponente del Pd, partito a pezzi, dilaniato dalle correnti, che ha ridotto Livorno a una città anemica». L’ex ministro Altero Matteoli risponde così alla afida lanciatagli dal segretario dell’unione comunale del Pd, Yari De Filicaia.
Intervistato dal Tirreno dopo un dibattito scoppiettante tra Matteoli e l’ex assessore Mauro Grassi alla festa del Pdl a Cecina, De Filicaia ha preso le difese della famiglia Piccini e della Compagnia lavoratori portuali. E ha attaccato: «Vorrei capire cosa ha fatto Matteoli per Livorno negli ultimi vent’anni, molti dei quali da ministro, a parte nominare qualcuno che ha combinato disastri e si è occupato parecchio di quadri...». Con chiaro riferimento alla vicenda della Porto di Livorno 2000. Poi la provocazione: «Le valutazini le faranno i cittadini, Matteoli si candidi a sindaco di Livorno e vedremo. Sarei enormemente felice se lo facesse...».
Ora ecco la risposta immediata del senatore, con la sorpresa della possibile candidatura «qualora il mio partito me lo chiedesse». «Riguardo alla situazione del porto di Livorno - scrive Matteoli - la famiglia Piccini non lo ha gestito per 37, come sostiene De Filicaia, ma per ben 47 anni, come se fosse cosa propria e dopo questo infinito tempo con quali risultati? La cosa peggiore da imputare a questa interminabile gestione è stata aver indotto gli imprenditori a piegarsi alla Compagnia dei lavoratori portuali, determinando così una crisi profonda dalla quale è difficile uscire».
Relativamente, poi, a quanto fatto per Livorno nei dieci anni in cui ho avuto l'onore di ricoprire il ruolo di ministro – risponde – basterebbe che De Filicaia chiedesse ai vari amministratori. Dall'accordo con Azimut-Benetti ai finanziamenti per l'Interporto, dalla ripartenza dell'autostrada Rosignano-Civitavecchia ai contributi per l'escavazione dei fanghi e potrei continuare. De Filicaia, mi accusa infine di aver fatto nomine, l'unica – chiude l’ex ministro – è quella dell'avvocato Giuliano Gallanti a presidente dell'Autorità portuale, che mi competeva per le deleghe che avevo come ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, realizzata con il parere favorevole dell'attuale presidente Enrico Rossi».
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