Gioco
Il vescovo: la Chiesa avrà al primo posto l’impegno per il lavoro
E sul voto in vista: «La campagna elettorale deve unire» Folla di fedeli al pellegrinaggio al santuario di Montenero
LIVORNO. «Prima di tutto ci metteremo a servizio della città, dobbiamo dimostrare come sia possibile creare mille posti di lavoro nel giro di un anno, per questo ho già parlato con diverse persone dell'ambito portuale». Il vescovo Simone Giusti chiama come ogni anno a Montenero i fedeli della diocesi per delineare le idee-guida del nuovo anno pastorale con la messa per celebrare la Natività di Maria.
Lo dice parlando con i giornalisti appena terminato il rito. E se quello dell’occupazione e del lavoro è uno di tasselli-chiave dell’impegno chiesto dal presule («ho incontrato di recente gli operai della Delphi, mi hanno detto che da gennaio perderanno ogni tipo di assicurazione sociale»), monsignor Giusti mette l’accento anche su un altro fronte: a chi gli chiede delle prossime amministrative, dice che la campagna elettorale «deve unire» perché «solo così si può creare lavoro». E aggiunge: «Come diocesi ci metteremo a disposizione anche in questo».
Sul fronte più pastorale, il presule ha detto che, "come suggerito da papa Francesco, andremo a cercare le persone». Infine, un pensiero ancora legato alla questione siriana: «La guerra non risolve nulla, puntiamo al dialogo. Come ha ricordato il Papa oggi all'Angelus, la guerra spesso è fatta per vendere le armi».
La celebrazione è iniziata dal piazzale Giovanni XXIII, salendo a piedi verso il santuario con la recita del rosario. Oltre a tutto il clero livornese e alle autorità, molti sono stati anche i fedeli che hanno partecipato a questo evento che ormai, oltre a essere tradizione, da anni indica l'inizio dei lavori diocesani. Nella sua omelia, il vescovo ha presentato la figura di Maria «come l'esempio da seguire per la realizzazione della volontà di Dio». Ma soprattutto – ha aggiunto – «Maria ci insegna ad accogliere le croci della vita. Che non vanno evitate, ma accettate e offerte».
Monsignor Giusti ha citato anche una definizione di Giovanni Paolo II, che aveva definito la Madonna "il contatto continuo della verità del suo figlio».
Monsignor Razzauti, rettore del seminario, ha ricordato i seminaristi: «Ne abbiamo sette nuovi, provenienti da fuori, e abbiamo rifiutato la richiesta di nove ragazzi perché non li abbiamo ritenuti pronti per un cammino di discernimento. In totale adesso ci sono quindici seminaristi». Concludendo poi con un auspicio: «preghiamo il Signore affinché ci mandi anche nuovi seminaristi livornesi».
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