Sicurezza
Le false teste di Modì diventeranno una mostra permanente
Il Comune decide di valorizzare le tre opere ritrovate nei fossi nel 1984. Tredici: «L’esposizione nascerà entro primavera». Ma si dibatte già sulla location
Ci sono voluti trent'anni ma alla fine sembra che Livorno possa finalmente fare pace con il passato. Si accende infatti il semaforo verde per l'esposizione delle tre teste che, ripescate nei fossi nel 1984 e subito ritenute di Modigliani da autorevolissimi critici, hanno fatto sognare, piangere e sorridere la città per lungo tempo. Lo anticipa al nostro giornale l'assessore alla cultura Mario Tredici.
«Ci impegniamo ad esporre queste teste in maniera permanente entro la fine della legislatura - promette Tredici -. Lo scorso giugno sono stati trovati e approvati dalla giunta alcuni finanziamenti provenienti dai proventi della tassa di soggiorno, necessari per ricostruire un'iconografia attenta, anche in lingua inglese, della vicenda. Certo, a questi dovranno seguirne altri per mettere in sicurezza e fare interventi mirati sulla location che sceglieremo per l'esposizione ma, in ogni caso, si tratta indubbiamente di un importante passo d'inizio. Con questa decisione sostenuta dal sindaco vogliamo fare pace con il passato e ricostruire una storia che, piaccia o meno, ha segnato la città».
D’altra parte, ha ragione Tredici quando dice che «volenti o nolenti quello dell’estate 1984 è l'ultimo evento di portata mondiale avvenuto a Livorno e ormai non possiamo più non tenerne conto».
Un nodo da sciogliere resta quello della location. Su questo punto l'assessore non vuole ancora sbilanciarsi: «Stiamo valutando la questione ma non si tratterà né di una struttura privata né di una struttura museale dato che la cosa creerebbe solo confusione nel visitatore».
L’assessore per adesso esclude dunque il museo Fattori e la casa natale di Modì. In pole position potrebbe esserci la Fortezza Vecchia ma anche la Nuova. E poi i Bottini dell’olio. Di certo le teste - dopo trent’anni d’oblio - saranno calamita per visitatori, turisti e curiosi.
Anche se Tredici sull’oblio non è proprio d’accordo: «Voglio sottolineare - dice - che le tre teste non sono mai state clandestine o nascoste all'umido nei magazzini comunali, come è stato detto».
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