Gioco
E i fratelli Guastalla si dividono
Guido: portiamole alla casa natale. Giorgio: no, provocherebbe solo confusione
LIVORNO. La casa natale di Modigliani in via Roma come location per esporre le "false" teste? All'assessore Tredici l'ipotesi non piace e comunque, anche solo l'idea, divide i proprietari, i gemelli Guido e Giorgio Guastalla. Guido, da sempre sostenitore dell'opportunità di mettere in mostra le teste, sottolinea: «Da diciannove anni dico di esporle ma finora non ho avuto successo. Livorno si vanta di essere una città col sense of humour ma, in realtà, la cosa vale solo se si scherza sugli altri. Sarebbe interessante elaborare finalmente il lutto e trasformare questo avvenimento che ha sconvolto Livorno in qualcosa di positivo. Non avrei dunque nessuna difficoltà ad approvare la collocazione in Casa Modigliani ma bisogna sentire cosa ne pensa mio fratello». Giorgio però si dice immediatamente contrario: «Lo spazio espositivo di Casa Modigliani, da me creato ispirandomi al pensiero della figlia Jeanne, è stato concepito, come percorso didattico e di approfondimento della conoscenza e dell’operato artistico di Modigliani. L’esposizione di queste opere false, anche se indicate come tali, provocherebbe confusione nei visitatori che essendo in larga parte stranieri non comprenderebbero il senso e la presenza di queste pietre. Tra l’altro, credo che potrebbero nascere problemi con la famiglia Modigliani che possiede il diritto morale e di interdire l’esposizione pubblica di opere false che possano ledere l’immagine dell’artista. Con la Casa Modigliani abbiamo cercato di dare un piccolo contributo per mostrare una immagine positiva e veritiera di questo nostro grande concittadino, troppo spesso distorta e romanzata: non vedo cosa accrescerebbe alla sua importanza artistica l’esporvi le opere dello scherzo… francamente preferisco che nella sua casa natale venga ricordato per i suoi capolavori e per le sue radici familiari livornesi».
Guastalla continua: «Potrebbero anche essere presentate in un contesto limitato e ben preciso, di una mostra per esempio su Modigliani e su come il suo mito ha alimentato la fantasia di molti. Tra l’altro, la scultura dei ragazzi è stata già esposta nella casa natale, nell’ambito di una trasmissione televisiva su RaiDue. Ritengo che questi reperti appartengano semmai alla storia del costume della nostra città e possano trovare una giusta collocazione in uno spazio che celebri la storia della città».
A.B.
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