Il Tirreno

Livorno

Stop alle passeggiate ma cancelli e reti non sono fuorilegge

Stop alle passeggiate ma cancelli e reti non sono fuorilegge

Brutte sorprese a Monterotondo o alla Puzzolente «I proprietari possono chiudere le strade private»

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LIVORNO. Vi ricordate le corsette o le pedalate in bici in via di Monterotondo per raggiungere il Parco naturale dei monti livornesi? Oppure le camminate in mezzo al verde che dalla Puzzolente vi hanno portato fino alla Sambuca? Passeggiate immerse nella natura che difficilmente potrete ripetere. Perché oggi, quei sentieri un tempo accessibili a chiunque, sono sbarrati da cancelli e reti metalliche. Lungo le colline spuntano fuori recinzioni di ogni tipo, con tanto di segnaletica che vieta l'accesso e minacciosi cartelli di "attenti al cane" pronti a scoraggiare qualsiasi visitatore indesiderato. Dalla Provincia rivelano che a norma di legge è tutto regolare: sono strade private, in passato lasciate libere al transito ma d'un tratto chiuse dai proprietari.

Monterotondo. Il caso più eclatante? Via di Monterotondo, incrocio con via della Giorgia. Il Tirreno se ne occupò nel maggio 2011, quando il sentiero che conduceva al Parco naturale dei monti livornesi fu chiuso con un cancello. "Divieto d'accesso, proprietà privata", c'è scritto ancora oggi sul cartello. Come raccontammo all'epoca, per la Provincia a dare l'ok era stato il Comune. Per il Comune, intimare ai privati di rimuovere la struttura era compito della Provincia. Da allora nulla è cambiato, così chi vuole raggiungere il Parco deve trovare un altro collegamento.

La Puzzolente. Il lettore Andrea Giovannelli, di recente, ha scovato altri sbarramenti. Molti si concentrano nella zona della Puzzolente. Un esempio? La chiusura del passaggio che porta verso la Sambuca, uno dei sentieri più conosciuti dai livornesi. Oggi, su quel percorso, il "dietrofront" è obbligatorio: cancellata, divieti di accesso e pro-memoria sulla presenza di cani. "Altre recinzioni- scrive il lettore - si trovano di fronte alla Fattoria Didattica lungo la strada che porta alla Puzzolente e sulla strada interna che corre parallela alla via che conduce al Cisternino". Antipatico, ma regolare. "Siamo amareggiati per queste situazioni, ma abbiamo le mani legate". Questo il commento di Massimo Tognotti, responsabile dell'unità organizzativa provinciale "Salvaguardia della natura". "Conosco bene le problematiche - prosegue - riceviamo spesso esposti dei cittadini, ma non possiamo fare niente quando si tratta di strade private. "La normativa non ci aiuta. Il privato ha la facoltà di chiudere il passaggio, a meno che non sia l'unico modo per raggiungere una zona pubblica. Per il caso di Monterotondo cercammo un compromesso, invano".

"L'unica soluzione - conclude Tognotti - sarebbe lavorare col Comune a piani urbanistici che pongano sulle strade private un vincolo di uso pubblico che oggi non c'è. Solo così potremmo scongiurare il ripetersi del fenomeno in futuro".

Giorgio Carlini

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