La protesta
Muore sul bus dopo una lite
LIVORNO. Ennio Moriani, 85 anni, è morto dopo essersi arrabbiato per difendere un principio alle 8,20 di ieri mattina a bordo dell’autobus numero 1 mentre con la moglie Giovanna andava verso il mare....
LIVORNO. Ennio Moriani, 85 anni, è morto dopo essersi arrabbiato per difendere un principio alle 8,20 di ieri mattina a bordo dell’autobus numero 1 mentre con la moglie Giovanna andava verso il mare. Pochi minuti prima che una signora notasse il suo corpo appoggiato al seggiolino con la testa reclinata su un lato nella parte posteriore del pullman, l’ottantacinquenne aveva partecipato ad una discussione tra il controllore e un passeggero pizzicato senza biglietto.
«Mio marito - spiega la moglie in lacrime parlando al presente - è un tipo sanguigno a cui certi comportamenti non piacciono. Ecco perché anche sul bus cerco sempre di stargli accanto: tenerlo tranquillo, purtroppo oggi ero seduta davanti e lui in fondo e non sono arrivata in tempo».
Difficile dire quanto la discussione sia stata il fattore scatenante dell’infarto, anche perché l’ottantacinquenne poco prima di uscire di casa aveva detto alla moglie di avere «un dolore allo stomaco», forse un sintomo del guaio al cuore che poi lo ha ucciso. Ma nonostante il malessere, i due coniugi ha deciso di andare al mare, come facevano tutti i giorni da una settimana a questa parte.
La lite - secondo alcuni testimoni - sarebbe avvenuta appena marito e moglie sono saliti a bordo, in piazza della Repubblica. Assieme a loro c’era anche il controllore che avrebbe iniziato a verificare che tutti i passeggeri fossero in possesso del biglietto.
Tra questi, proprio nella parte posteriore del bus, il dipendete del Consorzio trasporti toscano ha fermato un «energumeno» - così lo ricorda chi era presente - sprovvisto del biglietto. A questo punto - come prevede il regolamento - il controllore gli ha chiesto i documenti per compilare la multa. «Non ce l’ho», avrebbe replicato il “portoghese”.
A questo punto nella discussione sarebbe intervenuto l’ottantacinquenne che si sarebbe rivolto al furbetto intimandogli di rispettare le regole. «In fondo al pullman - ricordano i passeggeri - si è formato un capannello e il livello della conversazione si è alzato».
Alla fine però - come conferma l’autista del pullman - l’uomo che era senza biglietto è andato dal conducente e ha pagato il biglietto prima di scendere alla fermata di piazza Grande.
A questo punto, a bordo il clima è tornato sereno e l’autobus ha proseguito nel suo percorso verso Antignano.
«Avevo appena superato il semaforo sul viale Italia - racconta l’autista - quando una signora è venuta alla mia postazione e mi ha detto che in fondo c’era un signore che si era sentito male. Allora ho accostato subito l’autobus lungo la strada, davanti all’ingresso dell’Acquario, e sono andato a vedere».
La scena che si è trovato davanti l’autista è stata quella di un uomo in arresto cardiaco. È stato lo stesso conducente a praticare sull’anziano il primo massaggio cardiaco dopo averlo sdraiato sul pavimento.
«Ad un certo punto - raccontano allo chalet Mauri - sembrava addirittura che avesse ricominciato a respirare». Solo un’illusione: Ennio Moriani è morto poco dopo, inutile la corsa dell’ambulanza dell’Svs e lo sforzo di medico e volontari.
La salma è stata trasferita al cimitero dei Lupi dopo l’ok del magistrato che non ha ravvisato gli estremi per l’apertura di un’indagine.
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