Il Tirreno

Livorno

Dieci anni di “giravolte” sulla giostra più bella d’Italia

di Ludovica Monarca
Dieci anni di “giravolte” sulla giostra più bella d’Italia

Massimiliano Vassallo festeggia l’anniversario livornese del suo carosello a due piani «Vengo qui ogni settembre dal 2003, il bello della mia vita è sapere di tornare»

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LIVORNO. «Mamma per favore, ancora un altro giro....». Un bambino piagnucola a fine corsa, dal suo cavallo bianco proprio non si vuole separare. Un’immagine che supera il tempo e le mode passeggere perché oggi, come negli Ottanta, i caroselli continuano ad avere il loro fascino, ad ammaliare grandi e piccini con le loro luci, le loro carrozze e i loro cavalli. Un piccolo angolo da fiaba incastrato nella realtà moderna.

Lo sa bene Massimiliano Vassallo, 44 anni, gestore della giostra con cavalli a due piani (unica in Italia) che da dieci anni, ogni settembre, arriva a Livorno attirando cittadini e turisti in piazza della Repubblica, rapendoli per un attimo dal tran tran quotidiano per trascinarli in un “giro” nel mondo della fantasia. Una giravolta che dura solo tre minuti, ma basta un secondo per tornare bambini.

«Sono arrivato per la prima volta a Livorno nel 2003 – racconta Massimiliano – per cinque anni sono stato in piazza Attias, poi l’amministrazione ci ha fatto spostare in piazza della Repubblica. Livorno è ormai da dieci anni una tappa fissa del nostro girovagare e ogni anno sembra sempre di tornare a casa». Dieci anni, due lustri di giravolte nelle due piazze più famose della città, ma la giostra della famiglia Vassallo ha una storia molto più antica.

«La mia famiglia, ha da generazioni, radici profonde nel cuore e nello spirito libero del circo – racconta Massimiliano – È stato mio nonno Giuseppe a decidere di lanciarsi in un’ altra avventura scegliendo di cimentarsi nel luccicante mondo dei luna park. È stato lui, a fine anni Ottanta a decidere di costruire questo carosello». Un’intuizione più che felice perché la giostra fatta costruire dal nonno di Massimiliano è unica in Italia: «Voleva far rivivere una giostra a cavalli in stile ‘700, ma doveva essere bella, unica, un tuffo nel passato, un volo di fantasia e gaiezza... e c’è riuscito». Da allora la famiglia di Massimiliano gira le piazze delle più importanti città italiane regalando tre minuti di spensieratezza a grandi e piccini. « A dir la verità – sottolinea Massimiliano – spesso gli adulti si vergognano a salire sulla giostra e allora usano i bambini come scusa, ma una volta seduti i sorrisi che fanno sono inequivocabili: quella è gioia pura».

Duemila lampadine che si accendono la notte, 60 posti a sedere tra cavalli, carrozze e altalene, tutti dipinti a mano da artigiani italiani: «più che una giostra sembra un’opera d’arte», sussura una signora. Massimo e la sua giostra resteranno in piazza della Repubblica fino al 22 settembre.

«La mia vita da nomade non mi permette di fermarmi in un posto a lungo – dice Massimiliano – ma il bello è sapere che in certi luoghi tornerai sempre. Come a Livorno, a cui va il grazie di tutta la mia famiglia per l’accoglienza che cittadini e amministrazione ci hanno dato fin dal primo giorno di questi lunghi e bellissimi dieci anni».

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