Il Tirreno

Livorno

Ma la trasformazione della città si è già messa in moto

Ma la trasformazione della città si è già messa in moto

All’ex Coca Cola l’edificabilità doveva andare di pari passo col recupero delle terme: i palazzi ci sono, il restauro no

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il nuovo piano regolatore sarà forse ancora un Ufo benché risalga al luglio di cinque anni fa la prima volta che l’architetto Augusto Cagnardi, progettista del Prg attuale, è tornato sa lire le scale del Comune. Fatto sta che dovrà mettere a punto un ingranaggio che favorisca la trasformazione, il riuso e la rimessa in circolo di questo patrimonio immobiliare di aree-fantasma di 300mila metri quadri.

Si scopre l’acqua calda a dire, ad esempio, che ha funzionato poco o nulla l’ingranaggio del “trasferimento degli indici” messo in pista nel ’99 con l’idea di legare l’edificabilità privata ad una utilità sociale in termini di aree acquisite al pubblico uso. Per dirne una: la “Conca di Montenero” che pure ha fatto rischiare la crisi di giunta cento volte.

Negli ultimi 10-15 anni, in realtà, i meccanismi del riuso si sono messi in moto in varie occasioni. Un esempio? L’ex stabilimento della birra Peroni era un bell’esempio di archeologia industriale ma nel concreto ridotto a uno spazio urbano degradato: ora sono negozi, piazza e palazzi. Qualcosa del genere è accaduto anche per l’ex magazzino Coca Cola: peccato però, dicevamo, si siano costruiti solo i palazzi e la restituzione delle terme liberty alla città sia passata in cavalleria. Idem per vari piccoli complessi artigianali: quasi sempre trasformati in appartamenti o villette (sul viale Petrarca, in via del Fagiano, in via Mastacchi, in via Lamarmora). Anche se forse l’esempio più importante è stato il “borgo” – sempre di case, ovviamente – realizzato in piazzetta dei Legnami fra Pontino e l’ex teatro San Marco.

Ma anche alcuni edifici scolastici hanno avuto una seconda vita come civili abitazioni: basti pensare all’ex Paradisino in Venezia, all’ex Pestalozzi in Coteto e alla scuolina d’infanzia in via Scarronzoni (il cui posto è stato invece preso da un grosso negozio di ferramenta). Senza contare che ormai del tutto fisiologici sono i processi di sostituzione sia nella stessa tipologia commerciale sia modificandola radicalmente: nel primo caso, si può ricordare Maury’s (in viale Carducci) o Ris parmio Casa (in piazza San Marco) al posto di Stefan; nel secondo, invece, l’arrivo di un grosso emporio cinese là dov’erano le auto Opel dell’Aica-Acam. E non dimentichiamo di mettere nel conto il tourbillon di marchi in franchising svbarcati in centro, soprattutto in via Grande.

Un discorso a sé va fatto per i cinema: quasi cancellati. L’ex Gran Guardia è un megastore di abbigliamento (H&M) ma con la promessa di riattivare una sala, l’ex Moderno è diventato un parcheggio così come l’ex Odeon, l’ex Metropolitan una banca.

C’è anche chi, come i giovani del centro sociale della caserma occupata, hanno impostato un altro modo di fare riuso: ecco che l’ex caserma di via Adriana è stato da loro autostraformato, lo stesso dicasi per l’ostello “inventato” con l’occupazione dell’ex distretto Asl di via Rossi.

Ma intanto, nel valzer del trasformismo urbanistico, ora domina l’incognita dell’ippodromo Caprilli: 180mila metri quadri a un passo dal mare non sono forse un ghiotto boccone per il menù?(m.z.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web