Gioco
Furti di rame e treni rotti: odissea sui binari
Mattinata di disagi e proteste per centinaia di pendolari livornesi diretti a Pisa e Firenze
LIVORNO. Qualcuno ha parlato di circolazione ferroviaria rallentata, ma in realtà quella di ieri è stata una vera e propria odissea per i pendolari che si sono trovati a dover fare su e giù tra Livorno e Firenze.
Colpa di un furto di rame, ma anche dei soliti guasti a vetture vecchie e piene di problemi.
La giornata-no sui binari è iniziata di prima mattina, quando attorno alle 6.45 ci si è accorti che sulla linea Livorno-Pisa c’era stato un furto di circa 80 metri di cavi di rame, dopo la stazione di Tombolo.
Il furto ha causato un guasto al sistema di distanziamento dei treni e da lì sono nati ritardi e disagi a catena che Trenitalia non è stata in grado di arginare.
«Le squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana hanno lavorato per il reintegro del materiale e il ripristino delle condizioni di circolazione», ha spiegato l’azienda, ammettendo disagi per i passeggeri di quattro treni a lunga percorrenza e nove regionali che, spiega Trenitalia in una nota, hanno registrato ritardi tra 15 e 70 minuti. Sei regionali sono stati cancellati totalmente o per parte del loro percorso. Più che circolazione rallentata un disastro per chi doveva andare a lavoro.
Ma i guai sono proseguiti anche per il resto della giornata e fuori dalla tratta coinvolta dal furto. Il treno regionale veloce da Firenze a Livorno delle 13.28 è stato soppresso per un guasto ad un vagone, «senza che le centinaia di viaggiatori fossero informati del ritardo e dei problemi», raccontano alcuni lettori. Dai cinque minuti iniziali di ritardo annunciati sul display, si è saliti a 20 minuti fino ad un certo punto far sparire il treno e sostituirlo con quello delle 13.38, partito a sua volta con mezzora di ritardo.
Sulla mail del Tirreno e sul sito sono state numerose le segnalazioni e le proteste di chi si è trovato bloccato in stazione in attesa di una comunicazione e di una spiegazione. «Trenitalia è stata solo capace di dire che il guasto non dipendeva da lei», sottolinea un lettore in una mail. E un altro su Facebook: «Se le stazioni e le linee ferroviarie fossero presidiate, come lo erano fino a 15 anni fa, dai capistazione, casellanti, guardiablocco questo non succederebbe! Come sarebbe peraltro più sicuro l'esercizio della circolazione ferroviaria».
(giu.cor.)
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