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Livorno

«Clima ostile verso il personale medico»

«Clima ostile verso il personale medico»

Il consigliere regionale Lazzeri dopo la morte del 56enne livornese: investire in competenze

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LIVORNO. «Nei reparti e nei pronto soccorso toscani clima aziendale sfavorevole e personale medico e infermieristico a rischio burn out».

È quanto afferma il consigliere regionale di Più Toscana e membro della IV commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri, che, dopo l'episodio del 57enne livornese trovato morto nella sua abitazione dopo esser stato dimesso dal pronto soccorso».

«A fare chiarezza sulle cause della morte - spiega - sarà la Procura». Che ha disposto l’autopsia e indagato cinque persone.

«Credo sia innegabile che la tempesta che negli ultimi mesi si è abbattuta sulla sanità toscana in seguito alla riorganizzazione del sistema sanitario per mano dell'assessore Marroni abbia contribuito a creare un clima ostile nei confronti del personale medico e infermieristico. Che sempre più spesso si trova a fare i conti con carenze croniche di personale, turni massacranti e ordini di servizio e straordinari ormai diventati all'ordine del giorno. La politica regionale ha troppo spesso privilegiato le assunzioni di amministrativi a scapito del personale sanitario».

A Livorno l'azienda sanitaria, secondo gli ultimi dati 2011, conta ben 302 impiegati con ruolo amministrativo che superano la popolazione medica femminile ferma a 263 elementi ed è di poco inferiore a quella dei medici maschi pari a 392 elementi.

«Cifre che fanno salire l'Asl livornese, considerata la popolazione servita, sul podio delle assunzioni di personale amministrativo dell'intera regione superata solo dall’Asl fiorentina e da quella aretina. Questo mentre nel 2012 gli accessi al pronto soccorso dell'intera azienda sanitaria sono stati 135.623, terzo in toscana dopo Arezzo e Firenze. A questo si aggiunge una situazione contrattuale frammentata fatta di varie tipologie di contratto che sicuramente contribuisce a spezzare l'attitudine al lavoro del personale. Basti pensare che dal 2011 i valori di contratti determinati è salito a quota 2% degli oltre 4.000 dipendenti dell'Asl, che tutt'oggi è la seconda azienda sanitaria toscana per contratti a tempo determinato. Serve un cambio di rotta e iniezioni di personale che permettano alla sanità regionale di rinvestire in competenze e scongiurare i drammatici episodi che nell'ultimo mese hanno visto protagonista le Asl toscane«.

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