Il Tirreno

Livorno

Bomba molotov contro l’auto Giallo a Shangai

Martedì notte l’auto di un residente è stata data alle fiamme «Hanno usato una bottiglia con l’innesco». Indaga la mobile

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LIVORNO. Giallo a Shangai dove martedì notte è stata data alle fiamme un’auto parcheggiata all’interno di un cortile di via Giolitti.

A rendere inquietante l’episodio -sul quale sta indagando la squadra mobile - è che a scatenare il rogo non sarebbe stato un cortocircuito, ma un attacco incendiario compiuto utilizzando una rudimentale bomba molotov costruita utilizzando una bottiglia di vetro riempita con del liquido alla quale era stato collegato uno straccio usato come miccia.

A denunciare per prima l’episodio è stata la figlia dei proprietari del veicolo attraverso un messaggio diretto all’autore o agli autori del gesto e postato su Facebook: «Tornare e vedere sotto casa tua pompieri e polizia non è una cosa molto bella». Il messaggio prosegue con delle offese nei confronti di chi ha distrutto l’auto usata dalla mamma ma intestata al padre. Ma è la stessa ragazza a raccontare alcuni particolari sull’attacco incendiario a cominciare dalla bottiglia trasformata in bomba.

A suggerire agli inquirenti che si sia trattato di gesto pianificato è il particolare che l’auto si trovasse all’interno di un cortile e che l’autore sia entrato, abbia scelto la macchina e successivamente sia fuggito, forse aiutato da un complice che lo aspettava all’esterno del palazzo.

L’allarme è stato lanciato da alcuni residenti che hanno visto le fiamme provenire dal parcheggio.

In via Giolitti sono arrivati i vigili del fuoco che hanno spento il rogo e un paio di auto della polizia che hanno cercato di ricostruire quello che era avvenuto pochi minuti prima.

Il fascicolo mercoledì è arrivato alla sezione della squadra mobile che ha iniziato ad indagare. Nelle prossime ore il proprietario dell’auto sarà ascoltato dagli inquirenti per capire se avesse dei nemici o se nel recente passato abbia subito minacce da chiunque.

In Procura intanto è già stato aperto un fascicolo, ancora contro ignoti, l’ipotesi di reato è quella di danneggiamenti e incendio doloso, ma il capo d’imputazione potrebbe aggravarsi.

Trentasei ore dopo l’agguato nel cortile di via Giolitti, al posto dell’auto distrutto è parcheggiata una macchina di cortesia, mentre sul cemento si vedono ancora le chiazze più scure causate dall’incendio.

Federico Lazzotti

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di Redazione web