Lutto
Statua della Madonna in porto nel nome della pace (e di Michele)
Sabato pomeriggio l’inaugurazione, madrina sarà la moglie del pilota Robazza morto a Genova Il vescovo: è un dono fatto alla città, il basamento accoglie i simboli di questo crocevia dei popoli
LIVORNO. «La Madonna dei popoli rappresenta l'esaudimento di un desiderio. L'idea non è mia: me la propose il mondo del porto, quando andai a benedire un'immagine ritrovata al Cantiere. Inizialmente rimasi un po'perplesso, poi, viste le insistenze, e il parere positivo del 70% dei livornesi al referendum promosso per la statua, mi sono convinto che era veramente un bene per tutti». Sono queste le prime parole del vescovo Simone Giusti alla presentazione dell’iniziativa in agenda sabato per conferenza stampa, avvenuta ieri mattina in curia, sull'inaugurazione della Madonna dei Popoli, che si terrà sabato pomeriggio alle 19 alla banchina 78 del porto (Bacino di carenaggio) e sarà visibile dal molo 75 (zona Avvisatore).
Riprendendo alcune argomentazioni di quanti si sono dichiarati contrari a questa iniziativa, il vescovo ha tenuto a sottolineare che la statua «rappresenta un'opera d'arte, un dono fatto alla città: è un contributo alla decorazione urbana». E ha aggiunto: «Tutti devono esserne felici. Oltre al valore religioso, c'è anche quello culturale».
Monsignor Giusti ha anche svelato alcuni particolari della scultura: «Vi piace l'arte contemporanea? Ecco, la Madonna dei Popoli sarà così, non aspettatevi una tipo quella di Montenero. Anche se i colori e l'impostazione rispettano la tradizione». Inoltre, ad abbellire la statua sul basamento, ci saranno dei personaggi noti della storia di Livorno, e nei bassorilievi gli stemmi delle autorità militari, della diocesi e di tutti i rioni marinari. E ovviamente i simboli di tutte le persone che passano dal porto di Livorno, da qui il nome"Madonna dei popoli".
Il vescovo ha detto di aver cercato fra gli artisti livornesi, «ma sono tutti pittori e non scultori», quindi alla fine la scelta è ricaduta sul cascinese Paolo Grigò, con cui aveva già collaborato a Fornacette.
«È stato un viaggio meraviglioso,– ha detto lo scultore – ringrazio chi mi ha dato fiducia e chi ha collaborato. La Madonna è dipinta con colori tradizionali, ma ho cercato di impersonare nella sua figura una donna dolce, di oggi, che accoglie col suo sguardo».
Giusti ha ringraziato l'autore dell'opera per la sua disponibilità, ma anche per la generosità: «Ha chiesto davvero un prezzo “popolare”. Il costo maggiore è stato lavorare dentro il porto».
E proprio a tal proposito, dal vescovo è arrivato un sincero grazie anche alla famiglia Neri («ci ha sostenuto veramente in tutti i sensi»).
Interpellato, Piero Neri è intervenuto svelando alcuni aneddoti di famiglia, spiegando il loro legame con la Madonna: «Nel 1911 i miei nonni ricevettero in dote per il matrimonio cento lire dalla parrocchia dei Cappuccini, ne spesero venti per andare a Firenze, il resto nonno lo investì nella sua attività. Inoltre regalava sempre una medaglietta della Madonna di Montenero a chi veniva a Livorno».
E se l'ammiraglio Arturo Faraone ha spiegato come «la Capitaneria è stata sin da subito la prima collaboratrice di questa iniziativa», anche Fiorenzo Milani, pilota del porto di Livorno, ha ringraziato «quelli che hanno contribuito alla realizzazione di un sogno. Da sabato Livorno sarà una vera città di mare, avremo una protezione in più». Aggiungendo poi che «tutti i livornesi che hanno una barca sono invitati a partecipare».
Da segnalare che Michela Robazza, moglie del pilota livornese morto nella sciagura del porto di Genova nel maggio scorso, sarà la madrina dell'iniziativa.
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