Attenzione
Elettori e iscritti: «Questa volta ascoltateci»
Registro Pd delle competenze: dai docenti in pensione agli architetti, prima riunione in via Donnini
LIVORNO. C’è il docente di Medicina in pensione. Ci sono la non iscritta al Pd che lavora nel mondo della cultura e la ex iscritta che ha messo in stand by la tessera quando è nato il governo a braccetto col Pdl. Ci sono soprattutto facce già viste che a tratti non le mandano a dire né al partito né all’amministrazione, ma che in generale ripetono di voler dare un contributo.
Ieri i segretari del Pd, Samuele Lippi e Yari De Filicaia, hanno invitato in via Donnini iscritti ed elettori che hanno aderito al nuovo registro delle competenze. In sede sono arrivati una ventina di professionisti e pensionati. Di curriculum, attraverso il sito del Pd, ne sono arrivati 71 (gli iscritti della Federazione sono circa 4mila, i votanti alle primarie 27mila). I dati dicono che il 20% appartiene a donne. Il 23% sono liberi professionisti. Il 70% risulta già iscritto al Pd. Le fasce d’età: 28% under 40, 42% tra i 40 e i 60 anni, 20% over 60. Numeri che fanno parlare Lippi di «segnale positivo», anche se nel primo faccia a faccia di giovani non se ne sono visti. Il registro, spiega, «è nato perché il Pd è un partito aperto che ha bisogno di essere ancora più aperto: spesso, purtroppo, non conosciamo le professionalità dei nostri iscritti». Il registro resterà aperto: a ottobre partirà la campagna congressuale, «in questo mese vi invitiamo a prendere parte a forum tematici e a buttare giù idee utili». In vista del congresso e delle amministrative.
I partecipanti si presentano uno a uno. C’è Giuseppe Deidda, pensionato delle Poste, che dice di essersi iscritto perché «sono insoddisfatto del ruolo che hanno la politica e i partiti nella nostra società: per uscire dalla crisi alziamo il tasso di partecipazione e parliamo dei problemi reali della gente». Sabino Morelli per 12 anni ha fatto il direttore di banca e fa sgranare gli occhi alla sala quando dice di volere mettere su un gruppo che «analizzi l’uscita dall’Euro». Ettore Bergamini è stato docente alla facoltà di Medicina dell’Università di Pisa, con numerose esperienze internazionali. Parla di rifiuti, sanità, E ricorda di essere già stato chiamato, qualche anno fa, a fare parte di un gruppo di studio sui rifiuti, «ma poi non è successo niente, quindi qui che intenzione avete?». Parole simili a quelle di Marcello Battini, autore del blog economico “Ruspante Toscano”, che fa presente che «questa riunione ha senso se c’è un progetto politico». Amedeo Todaro, «non più iscritto al Pd», mette subito in chiaro che «i vecchi forum non sono decollati, ci riprovo pronto a prendere la via dell’uscio».
Con un altro tono si presenta Elina Pellegrini, non iscritta al Pd, «mosca bianca perché mi occupo di cultura»: fa parte del direttivo nazionale di un organismo apolitico di settore. In sala anche una lavoratrice del Goldoni, Raffaella Mori, e numerosi professionisti: Sergio Bini (architetto) dice senza giri di parole che «sul viale Nazario Sauro sono stati fatti errori progettuali colossali», mentre Antonio De Vito (ingegnere) presenta un progetto di open source. Poi Matteo Pasquinelli, ex Master, oggi dipendente della Provincia. E Claudio Mancusi (Rsu Laviosa, Cisl) con la moglie Angela avvocato: avere contatti col partito, racconta, non è stato facile, «a partire da quando mi sono iscritto in un circolo che faceva sciopero...». Tra gli iscritti al registro anche Giuseppe Stagi, dirigente della Provincia in era Frontera. Una carrellata di interventi che alla fine fa dire a De Filicaia che «tecnicamente siamo preparati, forse bisognerà fare un registro per la politica...».
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