Gioco
Cosimi si affida a Topolino gli altri Pd prendono tempo
La battuta su Pippo e Pluto fa il giro dei Palazzi. Lui conferma: «A Renzi patente di affidabilità, ma non chiamatemi renziano». Kutufà aspetta. E nel partito...
LIVORNO. Ribadisce che «tra Cuperlo e Renzi scelgo Renzi», ma ripete almeno tre volte di non volere la patente-etichetta di renziano. Dall’altra parte della cornetta c’è il sindaco Alessandro Cosimi. Due giorni fa, rispondendo ai microfoni di Radio Toscana a una domanda su chi preferisse tra Gianni Cuperlo e Matteo Renzi alla guida del Pd, ha detto: «Io sono per i programmi, ma dico onestamente che se i candidati fossero questi, sceglierei Renzi». Poi la frase che ha fatto il giro delle agenzie: «Non mi sento di dire che dobbiamo ripiegarci in un'identità passata, non mi sto schierando, non credo che lo scenario Renzi sarebbe la panacea di tutti i mali. Dico solo che dovendo scegliere tra Pippo e Pluto opterei per Pluto». Pippo e Pluto?
La similitudine ieri ha solleticato anche una delle penne di Repubblica, Alessandra Longo, che dopo avere giocato con i «testi sacri disneyani» ha chiesto a Cosimi: «Ci dica per favore chi è Topolino».
«Quello di Cuperlo – ripete oggi Cosimi – mi sembra un nome per trattare, mentre la candidatura di Renzi è qualificante: per una serie di questioni (Imu, vicenda Berlusconi, rete Anci...) mi sentirei di scegliere Renzi». Detto questo «sono sempre stato un uomo poco legato alle leadership» e «mi piacerebbe solo che fissassero il congresso per capire dove si va a finire». Ma perché Pippo e Pluto? «Sono due personaggi diversi – risponde – ma entrambi attirano simpatia. Perché Pluto a Renzi? È una patente di affidabilità». E Topolino chi sarebbe? «Un candidato con radici nella sinistra italiana, capace di proporre modernità senza ideologismi, che pensi a una politica che sia autoregolamento».
Le dichiarazioni di Cosimi hanno provocato un bel po’ di reazioni fuori e dentro il Pd livornese, che è stato una bandiera di Bersani. Il leader della Federazione, Samuele Lippi, qualche settimana fa ha incontrato Cuperlo a Roma e poi ha dichiarato che Renzi andrebbe bene, ma come premier. Il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, prende tempo: «Attendo la formalizzazione delle candidature con i programmi, opererò la scelta adottando come metro di giudizio chi meglio interpreta lo spirito originario del Pd ed è capace di parlare a tutto il Paese». De Filicaia dice e non dice: «Nella vita bisogna essere il più possibile coerenti. Io ho difficoltà a esprimere un posizionamento oggi, prima che sia fatta una discussione su identità e programmi. C’è chi ha sostenuto Renzi dal primo momento, io al tempo ho fatto una scelta diversa e ora dovrò aprire una riflessione».
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