Gioco
«Alt di Capitaneria e Piloti al progetto da 1200 barche»
Il guaio numero uno è la diga ovest: ostacola l’ingresso in porto delle grandi navi «La Soprintendenza voleva vietare tutto, è ok il nostro piano da 500-600 posti»
LIVORNO. «Figuriamoci se siamo contro il progetto del Consorzio nautico: ci sono molte somiglianze con l'ipotesi che inizialmente avevamo sottoposto all'attenzione della Capitaneria e dei Piloti del porto per il loro ok tecnico sulla sicurezza della navigazione. Il loro altolà ci ha obbligato a cambiare strada se volevamo arrivare a mettere nello specchio acqueo della Bellana un po’ di barche». Claudio Vanni, che nell'organigramma dell'Authority è il responsabile del Prg portuale, prende la rincorsa da qui per argomentare tutti i “no” che sbarrano la strada all'idea di porticciolo – anzi, più precisamente di un “punto di ormeggio” (che è una struttura un po' più soft) – che il “popolo delle barchette” punta a veder realizzato mettendo 1.200 imbarcazioni fra la Diga della Vegliaia e la Darsena Morosini degli yacht di Azimut Benetti.
COSÌ PARLÒ GALLANTI
A Palazzo Rosciano, prima di lasciare il campo ai propri tecnici, il presidente Giuliano Gallanti si limita a dire che «quel progetto mostra suggestioni che possono essere interessanti, certo che non possiamo chiudere gli occhi di fronte al grosso problema tecnico che ci viene rappresentato dalla Capitaneria e dai Piloti del porto».
Di fronte al progetto che immagina di collegare alla Terrazza Mascagni la Diga della Vegliaia, gli occhi di chiunque si sono fissati proprio lì: su quel chilometro extra di passeggiata fino alla punta all'ingresso del porto. Ma, stando a quanto riferiscono i tecnici dell'Authority, le contestazioni di Capitaneria e Piloti hanno bersagliato soprattutto qualcos'altro: la diga di ponente, quella che separerebbe i (futuri) pontili della piccola nautica dalla “curva” con cui le grandi navi – siano esse portacontainer o traghetti, petroliere o love boat – entrano in porto.
LA DIGA DI PONENTE
«Non a caso, nel nostro primo progetto – dice Vanni – avevamo previsto una diga che, pur non congiungendosi alla zona del Fanale, era attestata più o meno lì dove compare quella nelle carte del progetto del Consorzio. Abbiamo dovuto spostarla verso terra perché considerata un problema per la sicurezza della navigazione. Anzi, la Capitaneria aveva chiesto di arretrarla ancora di più: siamo riusciti a raggiungere una mediazione». Ma lo specchio acqueo disponibile per gli ormeggi è nell'ordine dei 52mila metri quadri: quanto basta «tutt'al più per 500-600 posti barca», precisano dall'Authority. La metà di quelli che chiede il Consorzio guidato da Piero Mantellassi.
«Era stato anche ipotizzato – avverte Vanni – di spostare verso sud la Diga della Vegliaia, più lunga di quella attuale: giusto per offrire maggiore agibilità all'ingresso delle grandi navi. Idea poi scartata perché, oltre a essere costosissima, già con la prima tranche del progetto di espansione a mare il porto avrà una nuova imboccatura a nord, al largo di dove adesso è la Darsena Toscana: l'entrata sud servirà forse solo per le crociere, e non molto altro».
«SERVE UN VARCO»
Dicevamo che la diga che protegge i 1.200 ormeggi rispetto ai venti da sud non è l'aspetto sotto tiro, ma questo non significa che sia giudicata positivamente, ribadiscono dall'Authority. Il collegamento fra la nuova diga e la Vegliaia di fine Ottocento? Meglio di no: «Serve un varco perché altrimenti – afferma Vanni – le piccole barche sarebbero costrette a entrare e uscire di lì dove passano le grandi navi cargo e passeggeri».
«I PARCHEGGI COSì NO»
Non è finita. Nel progetto del Consorzio vengono indicati oltre 170 posti auto lungo il molo della diga sud e altri 800 (su due piani) da costruire a ridosso della Darsena Morosini. «Ma la legge – dice il responsabile di settore – vieta esplicitamente la possibilità di ricavare parcheggi nei moli. Da aggiungere che la normativa impone la realizzazione di parcheggi specificamente dedicati ai diportisti: 0,8 ogni posto barca nelle città come Livorno, dunque se le barche sono 1.200 è facile fare il conto, è indispensabile quasi un migliaio di posti auto».
Di più: c'è anche un ulteriore stop. La Soprintendenza ha prescritto che, «per non ostacolare troppo la visione dell'orizzonte, le due dighe principali non possano superare i due metri d'altezza rispetto al livello medio del mare: dunque, troppo alta la diga sud».
LA MANNAIA BOLKESTEIN
Ma il responsabile del Prg portuale tira fuori anche uno scenario destinato a spiazzare molte discussioni: riguarda gli effetti della direttiva Bolkestein che l’Unione europea tiene sulla testa dell’Italia. Di cosa si tratta? Le concessioni demaniali affidate tramite gara: un terremoto che non lascia dormire sonni tranquilli ai gestori degli stabilimenti balneari così come ai terminalisti portuali. Ma «riguarda anche le concessioni demaniali relative ai circoli nautici», insiste Vanni.
Certo, è da anni che l’applicazione di questo provvedimento slitta: anche per le conseguenze shock che avrebbe sotto una gran pluralità di aspetti, principalmente nel nostro Paese. E se ora l’orizzonte è «spostato al 2019», stiamo parlando comunque di «qualcosa che ormai è quasi dopodomani»...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
