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Livorno

Medici di base, l’aggregazione slitta

Medici di base, l’aggregazione slitta

In autunno avrebbero dovuto riunirsi in 4 gruppi, ma l’operazione partirà nel 2014

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LIVORNO. Ricordate le Aft, le aggregazioni funzionali territoriali, che dovevano riunire in gruppi i medici di famiglia rappresentando una svolta per tutti i loro pazienti? Dovevano partire questo autunno e invece slitteranno almeno ad inizio 2014.

Le Aft sono microassociazioni composte da 30 medici di base e da 5-6 medici di continuità assistenziale (le guardie mediche) che seguiranno circa 30mila pazienti presenti sul territorio. «A Livorno saranno quattro le Aft – spiega Pasquale Cognetta, segretario provinciale della Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale – e ogni medico di base dovrà scegliere a quale appartenere, la scelta sarà a completa discrezione del medico, potrà essere legata alla zona in cui si trova l’ambulatorio o in base al quartiere di appartenenza dei pazienti. Non si creeranno strutture alternative, nelle quali opereranno i medici, continueranno a lavorare nei loro ambulatori, ma si creerà un legame tra i medici della stessa Aft che condivideranno obiettivi, percorsi assistenziali e procedure mediche».

La vera novità sarà però la presenza di 5-6 guardie mediche per ciascuna delle quattro zone, quando non sarà disponibile il medico di base, le guardie mediche potranno essere contattate dal cittadino per ricevere assistenza.

Il servizio sarà disponibile al di fuori dei normali orari di visita del medico di famiglia, con possibilità di effettuare anche visite a domicilio. «La guardia medica non funzionerà più per tutta la città come avviene ora – afferma Cognetta – ci saranno cinque o sei guardie mediche per ogni Aft. Ad esempio, se un paziente ha scelto un medico che fa parte della Aft 1, potrà far riferimento solo alla guardia medica della Aft 1».

Quindi, quando non sarà disponibile il medico di base, il paziente potrà chiamare la guardia medica della zona di appartenenza. A visitarlo non sarà un medico qualunque ma uno appartenente alla stessa unità territoriale, già in contatto con il medico di famiglia e a conoscenza delle condizioni del paziente. Grazie a una rete telematica, infatti, il medico di continuità assistenziale, potrà accedere alla cartella clinica del cittadino, studiarne le problematiche e visitarlo con maggiore attenzione. «Sarà un vantaggio, in particolare, per i pazienti complessi e che hanno più patologie – prosegue Cognetta - In questo modo, le guardie mediche di ciascuna zona si occuperanno in maniera esclusiva di un certo numero di pazienti».

La scelta di un medico di appartenere a una Aft piuttosto che a un’altra non implicherà alcun cambiamento per il paziente, l’ambulatorio resterà lo stesso di sempre e non si creeranno strutture diverse. «Le Aft porteranno un miglioramento sul piano della medicina di base – dice Cognetta – perché i medici verranno a contatto con altri specialisti e potranno crescere professionalmente condividendo pratiche mediche e obiettivi».

È ancora presto per sapere quando potranno partire le Aft, il primo passo sarà quello di far scegliere a ciascun medico la zona di appartenenza, una scelta obbligatoria, così come sarà obbligatorio per il paziente rivolgersi sempre ai medici dell’Aft scelta. Per migliorare ancora di più il servizio di medicina di il servizio di medicina di base, nascerà sul territorio l’Unità complessa cure primarie (Uccp), già attiva in Toscana. «In questo caso – precisa Cognetta - è prevista una sede unica con medici di famiglia affiancati da personale di segreteria, infermieri, specialisti e assistenti sociali».

Valeria Cappelletti

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