Gioco
«Faccio rinascere le bici e l’attività di mio babbo»
La storia di Antonio Maressa che ha rilevato il negozio del padre dopo 20 anni «Personalizzo tutto, dal manubrio al sellino, e offro modelli unici in Italia»
LIVORNO. Manubri, sellini, cerchioni, telaio tutto ciò che ha a che fare con le biciclette riprende vita e colore ad “Ardenza Bike” (via Pastrengo 12), storico biciclettaio di Ardenza della famiglia Manessa, da qualche anno rilevato dal figlio dello storico proprietario.
Antonio, 26 anni, figlio di Antonino, che aveva aperto questo negozio più di 20 anni fa una volta arrivato a Livorno dalla Calabria appena finito la scuola non ha avuto dubbi su quello che sarebbe stato il suo futuro: prendere in mano l’attività di famiglia. «Dopo qualche esperienza nel mondo portuale – racconta Antonio – ho capito che dovevo seguire la mia vera passione: le biciclette. Fin da piccolo passavo spesso i pomeriggi ad ammirare mio papà mentre lavorava e mi piaceva dargli una mano ogni tanto. Finita la scuola ho voluto provare a mettere “il naso fuori” dal mio mondo, ma ho capito quasi subito che era inutile combattere contro una passione». Èd è così che Antonio ha rilevato l’attività del papà («ora sono stata declassato a garzone», scherza Antonino)apportando numerosi cambiamenti. «Non perché il negozio andasse male, anzi. Semplicemente perché ho pensato che, in tempi di crisi, distinguersi fa sempre meglio».
È uno sportivo Antonio, amante del surf, dello snowboard e di tutto ciò che “grida” retrò: dalle vespe, alle Cinquecento fino ai furgoni Volkswagen passando ovviamente per le biciclette. «Amo far tornare allo splendoremezzi che i più considerano antichi – spiega – così ho pensato di specializzarmi nella loro rimessa a punto». Nel negozio di Antonio infatti c’è ogni tipo di gadget possibile e immaginabile dai sellini in cuio come una volta, ai manubri in legno. «Ho riportato “in vita” anche alcuni biclette Bianchi di un collezionista – afferma orgoglioso – una meraviglia».
Ma le novità apportate dal giovane al negozio del padre non finiscono qui. «Io personalizzo tutto – spiega – qualsiasi tipo di bicicletta, qualsiasi tipo di gadget. Copertoni, manubrio, raggi...tutto. In più ho portato a Livorno un modello di bici unico in Italia che da alcuni anni sta prendendo piedi nel nord Europa e negli Stati Uniti: la bici a scatto fisso».
La bicicletta a scatto fisso è una bicicletta che ha la particolarità di avere un solo rapporto possibile e nessun meccanismo di "ruota libera", per cui la pedalata è solidale con il movimento della ruota posteriore. Non è perciò possibile pedalare a vuoto all'indietro, né smettere di pedalare, a meno che non si voglia rallentare bruscamente l'andatura. «Mio padre era dubbioso, ma invece stanno andando a ruba. Senza contare che a tutti piace poter personalizzare e rende più bello il proprio mezzo».
È bravo Antonio, tanto che, le entrate del negozio con la sua nuova gestione sono aumentate del 25%. «Sarà che la benzina è sempre troppo cara – dice – ma i livornesi stanno riscoprendo la bellezza dello spostarsi in bici. In più il mio negozio è come un laboratorio aperto a tutti, sono tanti i ragazzi, miei amici e non che passano per chiedere qualche consiglio o per guardare come si ripara un freno. Io amo questo lavoro, davvero non potrei fare niente altro».
Per informazioni: www.ardenzabike.it oppure www.facebook.comardenzabike.
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