Il Tirreno

Livorno

Dimesso dall’ospedale muore cinque giorni dopo

di Federico Lazzotti
Dimesso dall’ospedale muore cinque giorni dopo

Roberto Bessi, 56 anni, è stato trovato sabato nel suo appartamento privo di vita Il fratello ha chiesto di eseguire degli accertamenti. Il pm ha disposto l’autopsia

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LIVORNO. Lunedì scorso Roberto Bessi, 57 anni da compiere il 31 ottobre prossimo, si è presentato al pronto soccorso con un forte dolore addominale e un blocco intestinale.

«È stato sottoposto ad una ecografia e a tutti gli esami necessari rispetto ai sintomi che aveva», spiegano dall’Asl. Poi le dimissioni, il ritorno a casa e una degenza durata cinque giorni.

Sabato pomeriggio i familiari non riuscendo a mettersi in contatto con lui, sono andati nell’appartamento di via Guadalajara, nella zona della Leccia, dove il cinquantaseienne viveva da solo. «Era nella sua stanza, ma non abbiamo potuto fare niente», hanno raccontato. Inutili anche i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

È stato il fratello della vittima - qualche ora più tardi - ad andare alla compagnia dei carabinieri per presentare una denuncia contro ignoti.

Ora il dubbio che i familiari vogliono che venga chiarito dagli inquirenti è se esista un legame tra la morte del loro caro e le mancate o sbagliate cure avvenute al pronto soccorso.

In seguito all’esposto, il pubblico ministero Antonella Tenerani ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per accertare eventuali responsabilità da parte di medici e infermieri che hanno avuto in cura il paziente. «Meglio eseguire tutte gli esami necessari subito», spiegano dalla Procura sottolineando però come non si tratti di un evidente episodio di malasanità come quelli accaduti nei giorni scorsi tra Grosseto e Orbetello.

In ogni caso la salma è stata sequestrata e ieri mattina alle tredici il magistrato ha affidato l’incarico per l’esame autoptico al professor Luigi Papi, medico del reparto di medicina legale dell’università di Pisa, che svolgerà l’autopsia nelle prossime ore.

Toccherà al perito verificare le cause della morte e l’eventuale responsabilità di chi ha curato il cinquantaseienne durante la breve, si parla di alcune ore, degenza in pronto soccorso.

Questa mattina, molto probabilmente, i carabinieri acquisiranno la cartella clinica dell’uomo per verificare chi lo ha curato. A questo punto il magistrato potrebbe iscrivere nel registro degli indagati le persone che lo hanno seguito per dare loro la possibilità di nominare un consulente che assista all’autopsia.

Tra l’altro pare che quello di lunedì scorso non fosse l’unico accesso al pronto soccorso che Roberto Bessi aveva fatto nell’ultimo anno. In almeno altri due occasioni, infatti, l’uomo si era presentato in ospedale con alcuni sintomi prima di essere dimesso.

Il ricordo di Roberto, occhi vispi e spirito libero, è affidato agli amici.

Scrive Davide: «Sto pensando a te che con quel carattere riuscivi a fare arrabbiare anche i muri ma che con altrettanta lealtà, sincerità disponibilità riuscivi a entrare nel cuore della gente. Siamo stati parecchio fianco a fianco sul lavoro e fuori e ti dico che non meritavi di finire così».

C’è chi come Lorena non sa contenere la rabbia: «Ciao Robi e un vaffa perché non mi hai dato retta. Se fossi venuto da me...Sono arrabbiata, se mi dessero la possibilità di poterti vedere per cinque minuti ti picchierei, si discuteva, ci arrabbiavamo ma eravamo sempre pronti l’uno per l'altro».

«Ciao Robi - aggiunge Laura postando una canzone di Tiziano Ferro - grazie per tutto quello che hai fatto e hai dimostrato. Non ce la faccio a dirti altro, il resto spero di dirtelo di persona».

L’ultimo saluto a Roberto avverrà dopo la conclusione dell’autopsia. Dopodiché il perito avrà due mesi di tempo per consegnare al pubblico ministero la relazione che dovrà fare chiarezza sulla morte del cinquantaseienne.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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