Toscana
Addio bagnini e bus: arriva settembre, spiaggia senza servizi
A Viareggio cinque chilometri di litorale affollato: fino al 31 agosto erano ricchi di assistenza e adesso sono abbandonati
VIAREGGIO. Oltre cinque chilometri di spiaggia, centinaia e centinaia di persone sulla sabbia. Italiani, stranieri, turisti stanziali di campeggi e bed & breakfast della macchia mediterranea che corre tra Viareggio e Torre del Lago,nell’oasi naturale della Pineta di Levante, dove il mare non è quello delle cabine e degli ombrelloni ordinati, non è quello razionale e iconico della Versilia immutabile: è quello libero e talvolta selvaggio di una costa accarezzata dal verde e tenuta lontana dal cemento. Oltre cinque chilometri,oltre mille, forse duemila bagnanti. L’altro ieri (31 agosto) erano assistiti da bagnini e supportati da mezzi pubblici. Ieri, una bellissima domenica, primo settembre, erano soli, senza bagnini e senza bus. La sorveglianza è un servizio ovviamente importante: nasce in accordo con la Capitaneria di Porto e conta su tre torrette di guardia con i bagnini, all’altezza di via Comparini, della Lecciona e di Torre del Lago.
Quest’anno è entrata in azione anche una moto d’acqua della Guardia Costiera e lo stesso comandante elogia il lavoro in sinergia dei suoi uomini e dei bagnini. Ma questo meccanismo virtuoso è scaduto al tramonto di sabato 31 agosto. Ieri niente. Gli addetti della Cooperativa Demetra hanno lasciato il campo, il loro ingaggio da parte del Comune era terminato. Il Comune di Viareggio è in forti difficoltà economiche: più che l’anglosassone spending review, si può scomodare l’italianissima espressione “lacrime e sangue”. Il bando per la spiaggia copre ogni anni tre mesi: giugno, luglio, agosto. Insomma a Viareggio settembre è già autunno, per problemi di soldi. Ieri la città - intesa come sistema del centro, degli hotel e dei bagni - era semideserta. In Darsena e sul mare di levante, invece, ancora folla.
Intanto, non c’è più un servizio autobus che porti gente in quel paradiso. È entrato in vigore l’orario invernale e i bus non servono più quella zona. E quell’aggettivo, “invernale”, fa un po’ rabbia.
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