Ragazzini si spogliano in videochat su Facebook
Conversazioni tra teenager: organi genitali in mostra davanti alla telecamera Lo sconcerto dei genitori: pioggia di denunce. Ad agosto ottanta illeciti sui social
LIVORNO. Ragazzini che si spogliano davanti alla web-camera, la videochat tra coetanei che all’improvviso si trasforma in dialoghi hard, inattesi e sgraditi. Nel corso dell’estate si sono susseguiti gli episodi di questo tipo, soprattutto nell’ultimo mese. Ne sono prova le denunce arrivate alla polizia postale, che segue con attenzione il fenomeno della pedofilia e degli atti osceni tra adolescenti legati all’uso della rete. Numerosi casi, che hanno suscitato lo sconcerto dei genitori i quali si sono rivolti alle forze dell’ordine.
Le chat sotto accusa si sono verificate su facebook, che si conferma un social network insidioso per i minori. E non solo per quanto riguarda le chat hard, ma anche e soprattutto i furti di identità. In tutto nel mese di agosto di quest’anno le denunce presentate alla polizia postale sono 80, il doppio rispetto al dato del 2012. E la maggior parte dei fatti segnalati riguardano illeciti legati ai social network. In base a quanto emerso dal lavoro della polizia, quest’anno il traffico su internet in città è aumentato anche per via della crisi che ha spinto la gente a fare meno vacanze e a stare più in casa, spesso al pc.
Gli episodi che sono sotto la lente della polizia riguardano ragazzini dai 14 ai 17 anni. Che le conversazioni telematiche tra adolescenti siano sempre più diffuse è un dato. Ma che diventino l’occasione per esibizionismi e adescamenti preoccupa molto i genitori. Complice degli striptease, è la videocamera, utilizzata non solo per guardarsi in faccia, ma anche per veri e propri spogliarelli. Ed ecco che in città è successo che, nel corso di conversazioni tra adolescenti, la piega del dialogo sia virata verso temi sessuali. Argomenti hard gettonatissimi fra i teenager e anche fra i bambini: un recente studio fatto al livello nazionale mostra come il 13 per cento dei bambini abbia fatto dei discorsi con risvolti sessuali on line, mantenendo il più delle volte il segreto con i propri genitori perché si vergognano o perché ritengono o temono di non poter essere compresi. La percentuale sale se invece che di bambini di parla di teenager. Solo che spesso non ci si limita a parlare di sesso. C’è chi si spinge oltre.
I casi denunciati alla polizia postale parlano di ragazzini (soprattutto uomini) che si denudano durante la chat e che mostrano le parti intime in sfacciati primi piani davanti alla webcam. Scene che hanno creato turbamenti in ragazzine, che si sono rivolte ai genitori, i quali a loro volta hanno denunciato il fatto alla polizia postale. Gli investigatori hanno accertato che dietro la videocamera c’erano dei minori, che ora rischiano la denuncia.
Se si parla di facebook si apre un mondo di illeciti che riguardano soprattutto minori, ma non solo. Sono frequenti casi di furti di identità: profili violati e anche rubati. Gente che si collega a facebook e si ritrova in bacheca foto e post che non ha mai pubblicato. E si sono verificate anche violazioni di profili Apple tramite applicazioni di iphone. La polizia postale di Livorno è al lavoro per risalire all’identità dei “ladri” di identità telematiche: le indagini sono laboriose, ma i colpevoli vengono individuati.
Se si parla di truffe, un capitolo a parte meritano gli illeciti su Ebay: i livornesi, popolo di compratori on line, sono rimasti vittime di decine di compravendite ingannevoli: acquisiti fittizi, con soldi versati, ma senza avere la merce in cambio.
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