Sicurezza
Perdo la testa con la vodka tanto è in offerta speciale
Lo sballo è a buon mercato: ogni bicchiere in più, paghi 2 euro in meno. Viaggio nei locali dove i minorenni, nonostante tutto, si ubriacano
Balla scatenata su un tavolino, si muove come una donna, con il corpicino imprigionato in un vestito arancione fluo: mi dice di avere solo 14 anni e mezzo. Poi mi chiede se può provare i miei occhiali, in mano una bottiglia di Vodka. Le dico sì, ma tu dimmi quanto hai bevuto. Lei continua a ballare, non si ferma mai, si attacca alla bottiglia e dopo essersi assicurata di non aver lasciato nemmeno una goccia risponde: «Oltre a questa? Tre Vodka Lemon e altri due cocktail». Le passo gli occhiali, lei tenta di portarseli via. Un’amica interviene: «Scusala, è ubriaca». Poi, con lo sguardo perso abbandona il suo palco, ricomincia lo slalom tra tavoli e divanetti bianchi con un’unica missione: trovare un’altra bottiglia di Vodka mentre il dj suona "I love it". Non è l’unica minorenne a essere su di giri: del resto aggirare i controlli, che vietano l’ingresso in discoteca ai minori di 16 e la somministrazione e vendita di alcol ai minori di 18, non è così difficile.
È l'una di notte, la serata al Baronette, uno dei locali di Lido di Camaiore più in voga tra i teenager è cominciata da circa un’ora. Ma il tasso alcolico è già alto. Il nostro viaggio era cominciato già qualche ora prima, nei bar disseminati sul lungomare. Sono le 23 e i tavoli sono pieni, soprattutto al Cosmopolitan e all’Arlecchino: un unico marasma di gente dove sedicenni, trentenni e tutto ciò che c'è nel mezzo si mischiano.
Il via vai dei camerieri è frenetico mentre tra i tavoli si provano i primi passi prima di scatenarsi in pista. Il venerdì sera comincia così, con qualche drink e la scelta della discoteca in cui si farà baldoria fino all’alba. Sia al Cosmopolitan che all’Arlecchino è esposto il cartello: «Vietata la vendita e la somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni», ma al momento della nostra ordinazione a nessuna delle persone in fila con noi viene chiesto il documento. I ragazzi più giovani arrivano in bicicletta o a piedi, s'incontrano e si organizzano per la partenza: è quasi mezzanotte e a meno di un chilometro di distanza ci sono le discoteche. «Prendere il motorino? Troppo rischioso - ci dice Alessandro - se becchi la pattuglia con l'etilometro è finita, addio scooter». I "grandi" salgono in macchina e sul viale Colombo in un attimo il traffico s'intasa: stereo a palla, finestrini spalancati, si va verso il tunnel. Che la serata abbia inizio: I'm alive (life sounds like).
Ore 23:45 .Tutti schierati dietro al recinto del Baronette: dall’altra parte della barricata quelli che in teoria hanno il potere di decidere quando e se entrerai. In coda qualcuno sbuffa, ma nessuno molla. I ciuffi laccati e la cresta, quella di El Sharawi, sono le pettinature più in voga tra i ragazzi: ci provano in tutti i modi a far capire al "big gym" di turno che sono tipi tranquilli, che non hanno intenzione di distruggere il locale. Si avvia una sottile ed educata trattativa: «Noi siamo con due donne, dai facci entrare», e il cancello si apre per magia.
Per le ragazze è più semplice. Shorts, vestitini succinti e comode Converse ai piedi: il tacco è out o quasi. Per ingannare l’attesa c'è chi si accende la sigaretta, chi si lamenta dei genitori troppo severi: «A casa non oltre le due». C'è chi rassicura l'amica: «Tranquilla, 17 anni li hai compiuti, non possono non farti entrare». Un ragazzo invece chiede all'amico: «Che troiaio sarà? Si va subito al bancone e si esce gobboni». Passano almeno 20 minuti e il cancello si riapre: «Entrano tutti fino alla bimba con il vestitino beige», dice un buttafuori che si “dimentica” di chiedere i documenti. Il secondo blocco scorre molto più veloce: questa volta c'è solo un buttafuori. Ci vede arrivare a passo svelto: «Avete tutti 16 anni vero?». Un coro di sì è sufficiente per convincerlo: è fatta.
Dentro però in tanti ci raccontano di aver subìto il controllo all'ingresso. Un tentativo di verificare l’età da parte dei gestori c’è stato anche se c’è chi riesce a eludere il controllo con diversi escamotage. Sono proprio i ragazzi a raccontarci che chi non ha ancora compiuto 16 anni chiede di poter chiamare a casa per una verifica sull'età: “Ovviamente con il loro cellulare chiamano un amico che li copre!”, racconta Rachele. L'unico modo per evitare del tutto il controllo dei documenti è con la prenotazione del tavolo: costo 20 euro e bottiglia inclusa.
E a proposito di prezzi è il nostro turno alla cassa: «Sono 10 euro con una consumazione compresa» (15 euro per i ragazzi con la stessa formula). "Per curiosità le altre bevute quanto costano?", le chiedo. "La seconda 8 euro, la terza 6, la quarta 4", risponde. Sgrano gli occhi e penso: "Prezzi a decrescere? Non dovrebbe essere il contrario? Così sembra che i giovani siano incentivati a bere”. Nella locandina del locale che annuncia questa offerta si legge: “Please drink responsibly”. La pista è calda, il dj fa partire "Get lucky", una delle hit del momento. I ragazzi sono ovunque, ci saranno quasi mille persone: c'è chi si scatena nei balconcini a bordo pista, chi sta fuori dove la musica è più tranquilla. Ci fiondiamo al bancone con la tesserina della consumazione: tra le bottiglie di superalcolici sistemate in vetrina gli stessi cartelli esposti nei locali del lungomare. Ci ribadiscono il divieto di vendita e somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni. Controlli? Non pervenuti, almeno durante le nostre frequenti soste al bancone. Passiamo almeno un'ora a "sorvegliare" ordinazioni e barman ma in quel lasso di tempo nessuno tira fuori la carta d'identità. Origliamo qualche conversazione: due ragazze ordinano una Cola-Cola, il loro amico un Long Island ma anche qui nessuna richiesta del documento. Parte il medley anni '90: "I'm blue" fa ballare anche i teenager di oggi.
Fuori un ragazzo è scatenato e fa il protagonista facendosi largo tra i gruppetti di persone che ballano. Gli dico: "Sei in forma stasera" e lui risponde: "Se ti fossi fatta due piste di bamba e calata tre pasticche lo saresti anche tu". Colpita e indecisa sul credergli o meno cambio zona. Il via vai in bagno si fa più intenso: una ragazza è seduta sulle scale insieme al fidanzatino, le gira la testa e non vuole saperne di alzarsi. "Dai, se vomiti vedrai che starai meglio", le dice lui. All'ingresso della toilette un gruppetto di "piccole donne" fanno il resoconto della serata: "Siete riuscite a bere?", chiede una. Un'altra risponde: "Io ho compiuto 18 anni e quindi non ho problemi: ordino anche per le mie amiche e festa finita". Passa un non nulla e un'altra ragazza barcollante varca la soglia del bagno: sbatte la porta in maniera maldestra e si chiude dentro. Esce fuori e si lava il viso: le cola il mascara, ma forse ora sta meglio. Di fronte al guardaroba una discussione accesa tra maschietti: interviene un addetto al personale, ne separa due e riporta tutto alla calma. Alle 3 la pista è quasi vuota, nella zona all'aperto qualcuno si attarda un po' ma noi decidiamo di vedere com'è la situazione fuori. All'uscita del locale qualche auto con a bordo i genitori che aspettano i propri figli. Altri chiacchierano sul marciapiede, casco in mano e adrenalina ancora in corpo. Ma la serata al Baronette è finita.
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