Il Tirreno

Livorno

Giovani e superbevitori sintomi sempre più acuti

di I. Bonuccelli
Giovani e superbevitori sintomi sempre più acuti

Cala il numero dei singoli casi, ma aumentano le intossicazioni davvero pesanti. Il 118 lavora a ondate: prima chi non regge l’aperitivo, poi quelli delle discoteche

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VIAREGGIO. «Dove sono? Perché mi trovo in ospedale?». Dal coma etilico, il risveglio al pronto soccorso è senza memoria. Il cervello si è spento dopo il secondo cocktail, forse dopo il terzo. Sparito ogni ricordo dell'aperitivo, degli shottini, della discoteca. Nella mente non c'è traccia dello svenimento sul divanetto nel locale; svanite le facce degli amici spaventati perché non riescono a svegliarti, il vomito, la telefonata al 118, l'arrivo dell'ambulanza. C'è solo il mal di stomaco. E un altro numero da aggiungere alle statistiche da intossicazione da alcol. In Versilia, ad esempio, dall'inizio dell'anno, i minorenni finiti in ospedale per l'alcol sono stati 38, sette in meno dello stesso periodo dell'anno scorso.

La buona notizia è solo apparente. A fronte di un calo tendenziale degli accessi al pronto soccorso, i casi sono sempre più acuti. E riguardano sempre più ragazze. «Sono sempre più numerosi i giovanissimi che arrivano in ospedale con un tasso alcolemico molto alto: anche 200-250 milligrammi di alcol per litro, concentrazione rarissima fino a qualche anno fa», conferma Luca Della Tommasina, medico esperto del pronto soccorso. Del resto - ammette il direttore del 118 dell'Asl Viareggio, Andrea Nicolini - «ora la sera andiamo a soccorrere spesso anche minorenni, mentre fino a pochi anni fa questo non accadeva». Sono sempre più frequenti i casi di coma etilico fra gli adolescenti, come dimostrano gli episodi delle ultime settimane da Livorno a Massa: una 16enne priva di conoscenza dopo un party alcolico ai bagni Le Ginestre a Livorno a metà luglio; un altro episodio in una discoteca a San Vincenzo a fine luglio; poi in agosto, ragazzi in coma etilico da Massa, all’ex Merida, alla Versilia. In Versilia dall'inizio dell'anno in media sia arrivato in pronto soccorso un minorenne ogni 6 giorni con intossicazione da alcol e che questa media si sia dimezzata (1 intossicato ogni tre giorni) da giugno, ma nella pratica la situazione è più drammatica. Se non altro perché nelle statistiche - confermano Della Tommasina e il primario del pronto soccorso dell'ospedale Versilia, Sergio Milletti - non sono conteggiati, fra le intossicazioni da alcol, i referti per incidenti in motorino dovuti a guida in stato di ebbrezza.

Al pronto soccorso gli intossicati arrivano a ondate: la la prima, intorno a mezzanotte «porta quelli che non hanno retto gli aperitivi»; la seconda verso le tre o le quattro del mattino quelli delle discoteche. Nelle serate più movimentate possono arrivare anche 6-8 giovani: «Di solito - spiega Nicolini - sono i ragazzi a chiamare, perché si accorgono che l'amico non si sveglia, non ce la fa a camminare. Più di rado sono i titolari dei locali o le forze dell'ordine, se intervenute per risse causate da ubriachi. Quando arriviamo, troviamo i ragazzi stesi per terra o su un divanetto e la nostra prima preoccupazione è di liberare le vie respiratorie: il vero rischio che si corre, in quelle condizioni, è che soffochino respirando il proprio vomito». In pronto soccorso, poi, si effettua l'esame del sangue per capire se oltre all'alcol siano state assunti anche stupefacenti. Ma il vero problema - ammette Milletti - è che non ci sono strumenti per identificare le decine di nuove droghe sintetiche (le smart drugs) che spesso si mischiano all'alcol»..

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