Gioco
L’annuncio di Port Authority «Entro 2 mesi lavori affidati nel 2014 tornerà operativo»
Massimo Provinciali: «E’ la nostra priorità ma sul piano regolatore nessuna marcia indietro riparerà navi di media dimensione. L’abbandono? Si è passato troppo tempo a discutere»
LIVORNO. «Un bacino da 320 metri come quello in muratura ha pochi eguali nel Mediterraneo: è da pazzi lasciarlo a marcire così». Due anni fa esatti Giuliano Gallanti, presidente dell’Autorità Portuale, aveva sollevato speranze enormi nel mondo delle riparazioni. Poi però lo studio del Rina, reso noto qualche mese più tardi, aveva gelato gli entusiasmi facendo cambiare rotta all’Autorità Portuale: se si vuole riattivare il bacino grande, meglio destinarlo all’attività di costruzione, refitting e riparazioni di mega-yacht che a quella di riparazioni di grandi navi mercantili.
E’ così che siamo arrivati al comitato portuale del 24 maggio 2012 che prevedette di destinare il bacino «all'allestimento ed alle riparazioni delle navi da diporto e alle riparazioni di navi passeggeri e mercantili di media dimensione».
Un anno e qualche mese dopo si riparte proprio da lì. «Non si torna indietro da quelle linee», conferma Massimo Provinciali, numero due di Port Authority, spegnendo a sua volta idee, proposte e voli pindarici legati alla riparazione di super love boat, e ancor di più alla demolizione della Concordia.
Provinciali però va anche oltre. E dà per la prima volta tempi approssimativi e qualche dettaglio in più sul futuro del bacino. Dopo anni di dibattiti e di non scelte è un passo quasi storico. «Settembre e ottobre saranno due mesi decisivi - dice -. Ci concentreremo sulla gara per l’affidamento dei bacini che comprende la destinazione, i lavori, la ristrutturazione e la messa in esercizio definitiva». Prevista per quando? «Credo che un anno possa bastare». Diciamo fine 2014? «Sì».
Certo, i costi sono alti e palazzo Rosciano lo sa bene. «Ma sono anche variabili a seconda del tipo di utilizzazione finale - precisa Provinciali -, se lo ripristinassimo a bacino per le riparazioni di petroliere e portacontenitori avremmo costi di un certo tipo, ma non accadrà. Se ci accontententemo invece di qualcosa di più flessible e compatibile col fatto che il bacino si trova ormai a ridosso dell’espansione sia urbana che turistica le cifre saranno altre». Quali? «Usciranno fuori dal progetto che metteremo a gara. Credo che saremo tra i 10 e i 15 milioni di euro».
Sulla destinazione, dicevamo, nessun dubbio. «Navi di media dimensione e nessun smantellamento - ribadisce Provinciali -. Si farà restyling, riparazione della parte motori, non la cantieristica in senso tradizionale». E le love boat di cui Gestione Bacini e alcuni esperti di recente hanno parlato? «Possono rientrare anche quelle, anche se mi risulta che il mercato delle riparazioni delle navi da crociera sia concentrato con soddisfazione fuori Italia. Il bacino verrà attrezzato per tutti, sempre partendo dal fatto che per medie dimensioni si intendono 180, 200 metri».
Se la priorità di palazzo Rosciano ora si chiama bacino, perché negli ultimi anni essa non lo è stata? «Domanda difficile - risponde il segretario generale-, dovrei scavare in un passato a cui non ho partecipato. Io sono qui da un anno e mezzo, sono stati comunque mesi importanti, quelli in cui si è dovuto prendere la strada definitiva. Il risultato di oggi nasce dalle scelte e non scelte che si sono fatte negli anni precedenti. Non è una critica, perché conosco le difficoltà di questo ruolo, è un dato di fatto. Direi però che si è passato troppo tempo in giri di parole. I problemi vanno affrontati».
Giulio Corsi
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