Il Tirreno

Livorno

il commento

Storie straordinarie di persone normali

Panettieri, insegnanti, negozianti, fiorai, ristoratori, stilisti... I mestieri delle persone che hanno scritto e stanno scrivendo in queste settimane al Tirreno raccontando le loro scelte “anticrisi”...

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Panettieri, insegnanti, negozianti, fiorai, ristoratori, stilisti... I mestieri delle persone che hanno scritto e stanno scrivendo in queste settimane al Tirreno raccontando le loro scelte “anticrisi”, sono lavori normali, fatti da persone normali che sei anni fa difficilmente avrebbero trovato lo spazio di una riga su un quotidiano. E invece oggi, nel 2013, meritano pagine intere. Perché questi mestieri normali, fatti persone normali, raccontano, nella realtà economica di oggi, storie straordinarie. Nel vero senso del termine.

Dal sopraggiungere della crisi è infatti un segno di speranza riuscire a trovare chi non si lascia abbattere dal momento economico negativo, riuscire a raccontare una storia che guarda al futuro, conoscere una persona che, licenziata o disoccupata, si lancia in un’attività scommettendo su stessa e nel proprio territorio. Una sfida vera e propria che comprende una battaglia non sempre dall’esito scontato, ma davanti alla quale non ci si tira indietro e su cui si punta tutto, a partire dai propri risparmi.

Le storie che continuano ad arrivare in redazione parlano di questo, ricche di un’energia e di una passione che non ci saremmo mai aspettati di trovare e che ci hanno lasciati a bocca aperta, scioccamente stupiti, di una realtà livornese che si apriva davanti ai nostri occhi per la prima volta. Livorno, descritta dalle statistiche degli ultimi anni come la città del centro Italia con uno dei più alti tassi di disoccupazione e con la percentuale più alta di Neet (giovani che non studiano e non lavorano) ci sta mostrando una faccia sconosciuta e bellissima. Una realtà che mette in un angolo, ridacchiando sorniona, detti storici che forse hanno fatto il loro tempo. Meglio disoccupato all’Ardenza che ingegnere a Milano? Non più. Meglio panettiere in piazza Venti, stilista in via Mayer, fumettista in via Adua, fioraia a Quercianella...Senza nascondere le diffi coltà affrontate e da affrontare e l’incertezza futura queste storie danno speranza, una speranza concreta che spinge passo passo verso un futuro migliore, grazie all’impegno di tutti. Ecco perché queste storie meritano non una riga, ma un bel titolo in evidenza.

Continuate a scriverci, a segnalarci le vostre sfide alla crisi a cronacalivorno@iltirreno.it. Noi continueremo a raccontarle, sempre meno scioccamente stupiti e sempre più orgogliosamente felici. Grazie.

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