Il Tirreno

Livorno

Sangue sbagliato, muore 45 giorni dopo

di Matteo Tuccini
Sangue sbagliato, muore 45 giorni dopo

È una pensionata versiliese di 72 anni: la somministrazione fu errata. I parenti pensano a una denuncia. Potrebbe essere la quarta vittima in Toscana. L'Asl: «Non c'è nessun nesso tra la morte della donna e la trasfusione»

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SERAVEZZA. È morta un mese e mezzo dopo una trasfusione di sangue sbagliata. E ora i familiari di Lida Leonardi, pensionata di 72 anni che viveva a Ripa (nel Comune versiliese di Seravezza), vogliono vederci chiaro. Vogliono capire se il decesso della donna - che era malata di epatite e che all’ospedale Versilia era arrivata per una emorragia il 26 giugno scorso - non sia colpa solo del destino. E vogliono scacciare il dubbio insinuatosi subito dopo la tragedia: che quel sangue iniettatole da una sacca che non era destinata a lei abbia aggravato in maniera irreparabile il suo stato di salute. Perciò hanno chiesto e ottenuto dall’Asl la cartella clinica della donna, e stanno valutando se chiedere anche una perizia medico-legale. Al momento, però, non risultano denunce.

Lida Leonardi è morta il 13 agosto scorso, ma la notizia è trapelata solo ieri. Il giorno prima fonti sanitarie avevano assicurato che la donna aveva superato la crisi. Un altro caso choc dopo il decesso del pensionato all’ospedale di Grosseto avvenuto nei giorni scorsi. E che - dopo un primo momento in cui le sue condizioni sembravano stabilizzate - non è riuscita a farcela.

Lida Leonardi arriva al pronto soccorso dell’ospedale Versilia la mattina di mercoledì 26 giugno con un quadro clinico complicato. Durante la giornata, a causa di un’emorragia, si rende necessaria una trasfusione di sangue. Ma a quel punto qualcosa va storto.

I PRECEDENTI IN TOSCANA: 25 agosto 2013, Grosseto: muore un uomo di 76 anni - 26 luglio 2012: Firenze, muore un uomo di 60 anni - 27 luglio 2011: Le Scotte, muore una pensionata

Alla donna viene iniettato del sangue di una sacca che non è destinata a lei, e quindi di un gruppo sanguigno diverso dal suo. Un errore che può provocare una violenta risposta immunitaria che in alcuni casi, come quello di Grosseto, può essere fatale. Poco dopo l’inizio della trasfusione, però, ci si accorge dell’errore e partono le procedure di emergenza prima che la reazione immunitaria - provocata dal sangue “estraneo” non riconosciuto dagli antigeni presenti nel corpo umano - si scateni. La donna viene portata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale dove viene sottoposta alle prime cure. Le sue condizioni vengono stabilizzate e il giorno successivo, in una nota della Regione, si spiega che non si evidenziano «conseguenze importanti imputabili alla trasfusione sbagliata».

L’Asl di Viareggio attiva un’indagine interna e - come sempre avviene in questi casi - scatta l’intervento del Centro rischio clinico della Regione. «Dall’analisi è emersa una sostanziale adeguatezza delle procedure trasfusionali in uso nell'ospedale - si legge nella relazione del Centro rischio clinico - nonché la buona capacità degli operatori di gestire tempestivamente le conseguenze dell'evento avverso». Vengono riscontrati problemi, invece, nella gestione operativa dei controlli previsti sulla sacca, che hanno condotto allo scambio di sangue. Comunque, le condizioni di Lida Leonardi restano critiche e a distanza di un mese e mezzo muore. Se ci siano delle responsabilità mediche, è tutto da chiarire.

La direzione sanitaria della Asl 12 di Viareggio precisa in una nota che «la signora è deceduta il 13 agosto 2013 come esito di grave patologia sistemica ad evoluzione infausta da cui era affetta da anni» e che «non è realmente e scientificamente ipotizzabile alcun rapporto di causa-effetto fra la trasfusione errata ed il decesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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