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«A Livorno vanno bene ma c’è il punteruolo...»
La specie di palma scelta nel bando del Comune di Livorno, la Phoenix canariensis Chabaud - palma delle Canarie - è una palma ad alto fusto che raggiunge nei nostri climi anche i 20 metri di altezza....
La specie di palma scelta nel bando del Comune di Livorno, la Phoenix canariensis Chabaud - palma delle Canarie - è una palma ad alto fusto che raggiunge nei nostri climi anche i 20 metri di altezza. È già presente nei parchi, sul lungomare e nei giardini privati della città. Si adatta bene al nostro clima ed è molto utilizzata a scopo ornamentale in tutto il bacino del Mediterraneo.
E' una specie che a Livorno può quindi vegetare bene e svolgere la sua funzione ornamentale. L'unico inconveniente è che è molto apprezzata dal Rhynchophorus ferrugineus Olivier, un coleottero curculionide altrimenti noto come punteruolo rosso delle palme. E' un insetto originario dell'Asia, presente in Italia (13 regioni interessate) ed in Toscana (dal 2004), che ha già creato problemi molto seri alle popolazioni di palme, in particolar modo alle palme del genere Phoenix.
La lotta al punteruolo rosso è regolata per legge da un decreto ministeriale del febbraio 2011: la Regione Toscana ha recepito la normativa nazionale e, tramite il Servizio Fitosanitario Regionale, ha emanato specifiche disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il punteruolo. La situazione è quindi monitorata a livello regionale e vi sono in atto misure di contenimento al fine di mantenere l'infestazione entro le zone in cui già si è manifestata, ovvero nelle province di Lucca, Pisa, Massa Carrara e Pistoia, con 80 casi accertati in Toscana (a febbraio 2012) soprattutto nella provincia di Lucca. Il Comune di Livorno, indica nel bando per il reperimento delle palme da mettere a dimora in piazza Grande specifici riferimenti alla necessaria certificazione e quarantena per quanto attiene al punteruolo rosso, al fine di evitare che l'infestazione parta dall'introduzione di palme non sane, il coleottero infatti non è un buon volatore.
L'infestazione causata dal punteruolo, quando ha inizio, è purtroppo molto rapida, (una sola femmina può deporre fino a 200 uova). L'accertamento dei sintomi deve essere tempestivo (deformazione dell'architettura della chioma, foglie tagliuzzate, seghettate, ingiallite o forate) e d effettuato da personale altamente specializzato. La diagnosi deve essere effettuata in tempi rapidi per decidere se provare a curare le palme attaccate o abbatterle e smaltirle (con un protocollo per evitare reinfestazioni che possono partire dai soggetti di palma abbattuti).
Curare le palme attaccate è quindi possibile ma costoso e non del tutto scontato anche per problemi relativi alla salute umana: i trattamenti in ambiente urbano non sempre sono applicabili. Il punteruolo è dotato di armi molto potenti quali: capacità di adattamento, anche genetico, assenza di antagonisti naturali efficaci alle nostre latitudini, stadi biologici non facilmente colpibili da principi attivi o con la lotta biologica, e non ha quindi bisogno di essere aiutato. In questo senso è fondamentale la prevenzione e un controllo accurato di tutte le palme in ingresso (magari apparentemente sane). Alcune esperienze che finora hanno avuto successo (sulla riviera Ligure) hanno abbinato a trattamenti endoterapici, potature mirate e ripetuti trattamenti in chioma.
Anche a causa dei costi elevati di queste operazioni (cura e/o abbattimento) molte amministrazioni non sono riuscite a fronteggiare il fenomeno e il punteruolo ha decimato le popolazioni di palme di alcune province di Sicilia, Campania e Lazio. Solo una stretta cooperazione tra Servizio Fitosanitario Regionale, Comuni e privati proprietari di palme potrà quindi fare in modo che Livorno si goda le sue belle palme, quelle presenti e quelle future.
*agronomo
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