Toscana
Miss italia è nuda: da fiaba a fiera di corpi
La Miss è nuda. Lasciata in mezzo a una strada dalla Rai, snobbata persino da Mediaset, umiliata da Enrico Mentana che inorridisce all'idea che la sua La7 diventi l'ultima spiaggia delle reginette di plastica. Nuda, nonostante almeno il concorso storico, quello di Miss Italia e della famiglia Mirigliani, abbia provato a rivestirla subodorando in anticipo il cambio del vento. Ma la foglia di fico del costume accosciato, degli ospiti intelligenti e dell'impegno sociale non è bastata a dissolvere l'imbarazzo che anno dopo anno è cresciuto attorno a quelle passerelle, a quei numeri, a quelle ragazze da scrutare e giudicare. Anacronistici, troppo sfacciatamente incentrati sull'esibizione di corpi femminili messi in competizione senza una scusa artistica in nome di un concetto di bellezza all'ingrosso, cosce e bocche da giudicare e chi resta vestito ha il potere di scegliere i prodotti migliori.
Un meccanismo che può ancora funzionare in provincia e in versione live, dove certi concorsi (non Miss Italia) fanno sfilare persino minorenni con bikini brasiliani per la gioia del pubblico maschile e la forzata compiacenza di quello femminile; ma che cominciava a stridere sulla Rai. Che giustamente, anche se con un po' di ipocrisia (ancora imperversano "vallette" in versione moderna, mute e poco vestite) ha cancellato la fiera delle vanità diventata imbarazzante a fronte di sbandierati intenti di valorizzare l'immagine femminile e combattere gli stereotipi sessisti. Certo, restano pubblicità e varietà, e le occasioni per mortificare fingendo di esaltarla la bellezza femminile in tv sono ancora troppe. Ma intanto almeno della bellezza in concorso si discute. E chi, come Mentana, tiene all'identità moderna e politicamente corretta della sua rete, non può che stracciare il velo di fiaba per brave e belle ragazze e bocciare tutta la fiera.
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