La protesta
Il turismo merita più di un anno zero
Ci sono due note decisamente positive che vanno subito sottolineate della Festa Arcobaleno voluta in questo weekend dalla Regione Toscana. Intanto l’impegno degli operatori turistici e delle associazioni di categoria che hanno provato a organizzare – nonostante i tempi strettissimi – una serie di iniziative di ospitalità, anche divertenti e spettacolari, con cui salutare i turisti in vacanza nella nostra regione. È un buon segno, la prova di un tessuto vivo nonostante la crisi e che vuole scommettere sul futuro. Un seme sul quale occorre puntare sempre di più, dando a chi fa turismo maggior peso nelle scelte di indirizzo. L'altro è lo sforzo degli enti locali di coordinarsi, presentando una sorta di pacchetto di territorio: esattamente quello che non c’è mai a inizio estate e che ora a fine stagione – per ragioni di soldi e di forze e perché il grosso ognuno lo aveva già realizzato – si è stati costretti a fare. È la dimostrazione comunque che unirsi si può e si dovrebbe, per spendere meglio e offrire dei prodotti maggiormente attrattivi, anziché guerreggiare con concerti, talk-show o mostre a distanza di pochi chilometri l’un Comune dall’altro.
Qui finiscono le note davvero positive. La Festa Arcobaleno 2013 è stata infatti definita dall’assessore regionale al turismo come un “anno zero”. Insomma, un’edizione improvvisata a fine giugno in attesa di far meglio il prossimo anno.
Ma è mai possibile che la regione che ha il maggior flusso turistico d'Italia (città d'arte escluse), che è da qualche secolo una mèta internazionale per le vacanze, che punta sempre più sul turismo straniero per compensare il declino di quello italiano, possa fare “simulazioni” di promozione? Possibile che metta in piedi “l’evento” investendoci risorse economiche, persone e strutture fuori dai piani a cui lavorano fior di enti regionali solidi e dai budget milionari che si occupano stabilmente di promozione? Davvero nessuno sa ai vertici della Regione che la promozione turistica funziona se guarda lontano e ha un obbiettivo chiaro?
La verità è che questa politica debole oggi sbanda come non mai alla ricerca del consenso. E in fondo farlo usando i soldi di tutti è anche decisamente facile. Basta dire che il “Piano Italia” predisposto dall’agenzia regionale Toscana promozione prevedeva per il 2013 una spesa di 500mila euro (e 2 milioni in tre anni) per sostenere il turismo balneare ed ecco che – zac - all'improvviso la Regione trova altri 200mila euro per pubblicizzare la Festa Arcobaleno. Dunque, si improvvisa fuori dai piani di promozione in corso ma anche da quelli futuri. E’ stata infatti appena affidata con un appalto per quasi 100mila euro la nuova campagna di rilancio del turismo in Toscana. Bene, mentre si spende per creare slogan e modelli per raggiungere potenziali turisti, che si scopiazza una Romagna altrettanto in crisi e ci si inventa un’idea e un logo - quello dell'Arcobaleno - che più che l'eleganza e lo stile della Toscana ricorda una banale pubblicità di giochi per bambini.
Tutto questo contrassegna l’anno zero della pianificazione. E il direttore generale di Federalberghi due giorni fa sul Tirreno lo diceva con nettezza: la promozione ha bisogno di tempi lunghi, di cura, di professionalità e qui si va a spot. Finendo, ad esempio, per non sfruttare i campionati mondiali di ciclismo che si svolgeranno a settembre e che pure erano ben noti da oltre un anno. Mentre un Arcobaleno svanisce solo all’ultimo istante si è preso una decisione per il 2014 con l’annuncio che si farà il 21 giugno (ad aprire la stagione ed è finalmente una scelta sensata). Si chiude un evento e si lancia il prossimo: questo oggi è fare turismo e lo sanno bene gli imprenditori di successo e gli organizzatori di eventi di autentico richiamo come il Summer festival a Lucca.
Il vero nodo adesso è di quali contenuti riempirlo. E siamo all’ultimo e decisivo punto, all’assoluto bisogno di individuare un nesso tra i soldi spesi in promozione e i modelli con cui rinnovare l’offerta turistica della Toscana. Di questo in verità per settimane gli operatori e gli esperti hanno discusso sui giornali a cominciare dalle pagine del Tirreno, ma la voce più assente – quanto ad analisi e impegni – è stata proprio quella della Regione che ha in mano il timone. Eppure che cosa non va nel turismo balneare è stato indicato da molti: carenza di infrastrutture, cementificazione selvaggia, servizi non adeguati nel rapporto qualità/prezzo, un intrattenimento poco “frizzante”, come sanno bene anche a Toscana promozione e scrivono nei loro ponderosi piani di marketing.
E’ qui che occorre una riflessione seria, una sorta di Stati generali che rimettano insieme le linee di riferimento e che le trasferiscano a tutti per costruire politiche pensate e sensate di investimento che vadano dai servizi alla cultura. Alla promozione. Altrimenti resta solo la strada dell’effimero e dell’improvvisato, magari anche divertente, che nessuna interessata grancassa mediatica – per di più circoscritta come è accaduto a questo Arcobaleno che non ha avuto neanche visibilità nazionale - può trasformare in qualcosa di davvero solido per il futuro di un pezzo di economia che è una quota chiave della ricchezza toscana.
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