Gioco
Nasce a Livorno la tv dell’astronave
La realizza la Kayser per l’Agenzia europea: il trasmettitore è già a bordo della Stazione spaziale
LIVORNO. La nostra città era stata fra gli apripista sul fronte delle tv libere: ne trovò una delle prima nella calza della Befana del ’75. Adesso, a distanza di anni luce (e con i due antesignani Marco Taradash e Paolo Romani approdati alla corte di Berlusconi come dirigenti politici Pdl), Livorno torna a inventare qualcosa di inedito in fatto di emittenti tv: macché tronisti tenebrosi o vallette giulive, altro che digitale terrestre o pay tv via satellite, qui siamo a creare la tv che ci metterà in diretta con il cosmo. Anzi, con gli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale che vola 400 chilometri sopra le nostre teste a una velocità di quasi 28mila km orari.
E lo zampino livornese, dov’è? Nel fatto che l’Agenzia spaziale europea (Esa) ne ha affidato la realizzazione come capofila alla Kayser, l’azienda aerospaziale livornese che ha sede all’ex Barcas sulla provinciale per il Gabbro ed è guidata dall’ing. Valfredo Zolesi.
Nella nostra città era stata tenuta a battesimo l’idea nel maggio dello scorso anno con l’assemblea dell’Amsat, l’associazione che raggruppa i radioamatori che si occupano di comunicazioni satellitari aerospaziali. In effetti, è grazie all’iniziativa partita dal mondo dei radioamatori che questo progetto è decollato. E non è più solo un bel sogno: il trasmettitore video low cost è già stato portato lassù in orbita dal modulo giapponese Htv ed è già nelle mani di Luca Parmitano, l’astronauta italiano che fino alla metà dell’autunno resterà all’interno di questa “abitazione” nel blu dipinto di blu. Dodici mesi più tardi, la stessa avventura toccherà alla prima cosmonauta italiana: è Samantha Cristoforetti, classe 1977.
Questa sorta di canale di collegamento video con lo spazio si chiama Ham-tv. Al via nei prossimi giorni i test per configurare la trasmittente: non è dato sapere se sarà a Parmitano mettere a punto questa fase preliminare a bordo. Poi sarà la volta dei primi collegamenti. Il segnale video in arrivo dalla Stazione spaziale sarà captato da cinque-sei stazioni amatoriali e diffuso in tutta Europa.
Non è una novità che la Stazione si colleghi in diretta dallo spazio con le scuole, ma finora era stato solo l’audio a viaggiare nel cosmo. Fra breve, anche se l’astronauta non vedrà gli interlocutori, gli studenti lo vedranno in presa diretta e potranno dialogare con lui.
Inutile dire che non si tratta di una sorta di “Grande fratello” versione Star Trek. La telecamera funzionerà sulla base di un calendario di appuntamenti video prestabiliti: l’idea non è quella di estendere allo spazio il voyeurismo-tv bensì offrire una opportunità di divulgazione scientifica in grado di coinvolgere anche emotivamente i ragazzi (e magari spingerli ad appassionarsi agli studi scientifici e a aumentare la “produzione” di laureati in discipline tecnico-scientifiche).
Non solo: se prima bastava convincere i decisori politici per far arrivare i fondi al settore aerospaziale, adesso qui come negli Usa e nel resto dell’Occidente la simpatia e il consenso dell’opinione pubblica si fanno sempre più decisivi su questo versante. E niente fa sognare più delle stelle, dello spazio, di Marte...
Mauro Zucchelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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