Gioco
Svolta alla Casa del popolo: ai compagni non si fa più credito
Al circolo Fratelli Gigli di Shangai un cartello annuncia la fine di un’epoca: «Mille euro di buco, ma le merendini ai bambini restano gratis». E ora via al trasloco
LIVORNO. La prova che un’epoca fondata sulla fiducia forse si è chiusa, sta a pochi metri da una foto di Enrico Berlinguer che applaude su uno sfondo rosso tenendo sotto braccio una copia del “L’Unità”.
Attaccato ad una mensola, dietro al bancone del circolino Arci Fratelli Gigli, la vecchia Casa del Popolo di Shangai, quartiere livornese simbolo del proletariato, la direzione ha esposto un cartello con cinque parole: «Non si fa più credito», si legge, firmato “Il circolo” (FOTO).
Troppi crediti che il bar aveva accumulato con i clienti «Ad un certo punto - spiegano dalla direzione pronta a traslocare in un altro edificio poco distante - eravamo arrivati ad oltre mille euro di buco. E per noi sopravvivere con questo macigno cominciava a diventare difficile. Quindi abbiamo chiesto ai clienti di rientrare, qualcuno lo ha fatto, altri in parte».
Ecco allora che è arrivato il giro di vite. «Ma questo - ci tiene a specificare Fabrizio Tarrini, presidente del circolo - non significa che lo spirito di solidarietà che ci ha sempre contraddistinto sia tramontato. Le persone che non hanno soldi per mangiare un piatto di pasta qui lo troveranno sempre, perché questa è la filosofia del circolo». In particolare nei confronti dei bambini, per loro qui, infatti, chicchi e merendine sono gratis.
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