Italia
Pratesi: così ho cambiato il pronto soccorso
LIVORNO. Il nome del nuovo direttore del pronto soccorso dell’ospedale livornese ancora non c’è, voci di corridoio dicono che non verrà da fuori, apparterrà all’Asl 6: quel che è certo è che avrà un...
LIVORNO. Il nome del nuovo direttore del pronto soccorso dell’ospedale livornese ancora non c’è, voci di corridoio dicono che non verrà da fuori, apparterrà all’Asl 6: quel che è certo è che avrà un bel da fare per sostituire Mauro Pratesi, anima del pronto soccorso livornese di cui, per quattro anni, a partire dal 2009, è stato il primario.
Pratesi, 60 anni, torna a Firenze, la sua città natale, «in un ospedale dell’Azienda sanitaria fiorentina» dice, senza sbilanciarsi troppo. Ieri mattina, il direttore del pronto soccorso ha incontrato i giornalisti per un saluto informale. Con lui c’era anche Maria Rita Dragone, responsabile del dipartimento di emergenza urgenza che ha espresso grande stima per Pratesi: «Lo ringrazio di cuore – ha detto – anche a nome del direttore del dipartimento, Francesco Genovesi. Pratesi ha portato al pronto soccorso un vento nuovo».
Nei quattro anni di lavoro come primario, Pratesi ha contribuito al notevole cambiamento del reparto: «Credo che nella sanità non esista mai un traguardo – ha detto il primario – bisogna sempre rinnovare e innovare per adeguare l’organizzazione alle nuove esigenze, io ho avuto la possibilità di prendere parte a una grande trasformazione, posso dunque dire che lascio un pronto soccorso all’avanguardia sia nel modo di operare che nelle risorse a disposizione».
Una trasformazione che è passata dal rinnovamento estetico dei locali, alla realizzazione di nuove strutture a disposizione dei pazienti come l’osservazione breve e la sub intensiva, fino alle nuove sperimentazioni tra tutte: «Il Codice Rosa per le persone vittime di abusi e il trattamento dell’ictus acuto e della trombolisi – ha proseguito Pratesi – a cui mi sento particolarmente legato. Un risultato importante, ancora vengono a trovarmi pazienti che dalla paralisi sono tornati a muovere tutti gli arti».
Ogni anno il pronto soccorso conta 70mila accessi, 3.700 approdano alle zone di osservazione breve e di questi 700 vengono indirizzati alla sub intensiva. «Ricordo il primo giorno che presi servizio come direttore: in pronto soccorso eravamo solo 15 medici e alle 13 di quel giorno c’erano stati già 120 accessi, quell’anno furono 74mila in tutto i cittadini che passarono dal Pronto Soccorso, un vero record, fu un’esperienza importante. Oggi al pronto soccorso lavorano 24 medici e 54 infermieri ed è diventato quasi un piccolo ospedale, rappresenta un riferimento sanitario imprescindibile, ma non solo per Livorno».
Negli ultimi 10 anni – sottolinea – in tutto l’Occidente il pronto soccorso ha visto aumentare del 50% gli accessi, anche per problemi che potrebbero essere gestiti e trattati in altro modo». Pratesi lascerà Livorno il 30 agosto portando con sé un ricordo particolare: «L’affetto di tante persone che sono passate dal pronto soccorso».
Valeria Cappelletti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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