Toscana
L’orgoglio tra rifiuti e calcinacci Il lungo addio alla Casa del popolo
Nel quartiere Shangai da anni si parla del trasferimento del circolo Fratelli Gigli lungo l’Aurelia L’edificio sarà abbattuto per lasciare spazio a nuove case. «Speriamo sia la volta buona»
LIVORNO. La voce del popolo di Shangai, quartiere simbolo della Livorno proletaria, è stata affidata ad una scritta blu comparsa tempo fa all’angolo tra via Poerio e via Nino Bixio dopo l’ennesimo slittamento per il trasferimento dell’ex casa del Popolo: «Dateci il circolino nuovo», si legge a caratteri cubitali con l’aggiunta di un paio di improperi indirizzati ai responsabili del ritardo.
Oggi il tempo ha sbiadito quel messaggio, ma non il desiderio di cambiare aria di chi gestisce e frequenta i resti dell’ex sede del Partito Comunista, nata negli anni Settanta e ridotta ormai al solo circolo Arci Fratelli Gigli.
«Qui fino a una ventina di anni fa - racconta Luca che ora abita in un’altra zona ma qui ha ancora amici e radici - c’era un sacco di gente, sopra al circolino c’era una sala da ballo, le signore ci giocavano a tombola e arrivavano in pullman. Dietro c’era l’asilo e al di là di quelle saracinesche abbassate - dice indicandole - un supermercato della Coop che ora ha chiuso. Poi ai piani superiori la sede del partito».
Di quel periodo sono rimaste un paio di falci e martello disegnate con la bomboletta nera, lo spirito della solidarietà e il ricordo, quello che spinge Mario, marittimo che non ha mai lasciato il quartiere, a dire che «invece di andare avanti qui siamo tornati indietro». Ecco perché ora la speranza di chi frequenta l’ex Casa del Popolo e la piazzetta dirimpetto, è che questo benedetto trasloco avvenga, e nel più breve tempo possibile. Il progetto lo spiega il vice presidente del circolo Alessandro Sannino: «Ci trasferiremo al campone - racconta - dall’altra parte della piazza, in quello spazio che confina con l’Aurelia costruiranno due strutture prefabbricate di una sessantina di metri quadrati».
Le ultime notizie che arrivano da radio Comune sui tempi di realizzazione le spiega Fabrizio Tarrini, presidente del circolo “Fratelli Gigli” da sette anni. «Ai primi di settembre dovrebbero iniziare i lavori e per la fine dell’anno ci hanno assicurato che il trasloco sarà completato», dice incrociando le dita. Anche perché oggi il circolino è rimasto l’unica traccia di vita all’interno dell’edificio che dagli anni Settanta ad oggi è passato da diverse mani, dal Pci al Pds, fino al Comune che ora, nell’ambito del progetto di riqualificazione del quartiere, ha affidato alla ditta Consabit i lavori di smantellamento della struttura dove sorgeranno nuovi alloggi a canone concordato.
Questo accadrà domani, perché oggi, entrare dentro a questo palazzotto di tre piani vuol dire visitare un labirinto sacrificato al degrado dove rifiuti e calcinacci cadono sull’orgoglio di un quartiere.
Per arrivare al piano di sopra, dove un tempo c’era la sala da ballo, è necessario salire una rampa di scale facendo lo slalom fra escrementi e vetri rotti. Le tre porte dalle quali si accedeva all’interno sono chiuse, quindi per raggiungere gli altri locali è obbligatorio tornare in strada, svoltare a sinistra e forzare un cancello d’acciaio. «Questo - prosegue Luca - era il giardino dell’asilo». Un pertugio che si affaccia sull’esterno è, invece, la via d’accesso per entrare in quella che un tempo era un supermercato Coop. «L’hanno chiuso - scherza un ragazzo guardando l’ingresso di allora - perché la gente entrava e se non stavano attenti, i clienti portavano via anche le cassiere senza pagare».
Di quella parentesi commerciale sono rimaste poche tracce: c’è la porta automatica, ormai disattivata, dalla quale passavano i carrelli con le merci, un montacarichi rosso e il segnale verde con l’indicazione «uscita di sicurezza» e un freccia rivolta verso l’esterno.
Dove c’erano frigo e magazzino ci sono i resti di un accampamento di fortuna che è stato il rifugio di qualche clochard, mentre il pavimento è ormai una distesa di bottiglie e resti di materassi. Dalle saracinesche abbassate si vede la piazzetta davanti all’ingresso del circolo, una cane rottweiler abbaia verso il cielo, sopra il muso la scritta “Casa del Popolo” perde un altro pezzo.
@fedelazzotti
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