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Megayacht bruciato: nuovi sopralluoghi dei vigili del fuoco
Le indagini in corso dovranno stabilire da cosa sia stato innescato l'incendio al cantiere Azimut Benetti. "È stata una fatalità, l’ipotesi più accreditata è che ci sia stato un corto circuito"
LIVORNO. Nuovi sopralluoghi dei vigili del fuoco a bordo del megayacht bruciato all'interno del cantiere Azimut Benetti. Le indagini in corso dovranno stabilire da cosa sia stato innescato l'incendio.
Ieri infatti alle 6 i vigili del fuoco privati di Benetti hanno fatto la ronda in Cantiere e a bordo dello yacht era tutto a posto. Tre quarti d’ora dopo, gli operai sono saliti a bordo per fare delle rifiniture e hanno sentito che il teak del pavimento era caldo e hanno visto del fumo uscire dalla zona della prua. Gli investigatori oggi ascolteranno le testimonianze degli operai e di alcune persone presenti che potrebbero dare informazioni utili alle indagini.
VIDEO Rogo al cantiere Azimut Benetti
«È stata una fatalità, l’ipotesi più accreditata è che ci sia stato un corto circuito dovuto al maltempo: nella notte ci sono stati tre sovraccarichi di corrente in Cantiere. E un fulmine potrebbe aver colpito il generatore che tiene lo yacht collegato a terra». A parlare sono i lavoratori di Benetti, molto provati da quello che è successo ieri: «Vedere anni di lavoro e sacrificio in fumo ci addolora e ci colpisce al livello emotivo», dicono i rappresentanti sindacali Fabio Raffaelli e Vittorio Milella (Fiom).
FOTO Residui di schiuma ai Tirreno - Le operazioni dei vigili del fuoco
Le Rsu - di cui fanno parte anche Sauro Frilli (Uilm) e Massimo Mori (Film Cisl) sono compatte nel difendere l’impresa: «Benetti è una delle migliori aziende di Livorno, l'attenzione alla sicurezza rappresenta la priorità, l'impegno di noi maestranze, dei capi e dei dirigenti è molto alto tanto per la qualità che per la gestione dei rischi. Ciascun lavoratore del cantiere ha messo in questo progetto tutta la sua professionalità, sacrificio, impegno e passione. Siamo pertanto ansiosi di conoscere le cause che l’hanno originato, che ben difficilmente potranno essere attribuite ad incuria o mancanza di controllo. Siamo solidali con questa impresa di eccellenza e faremo di tutto per mantenere e consolidare la sua immagine nel mondo».
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