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Ambulanza Svs per i cani: solo 2 soccorsi all’anno
Il mezzo attrezzato per soccorrere gli animali, con veterinario a bordo, è attivo dall’estate 2010. Ma l’associazione si lamenta: «Il servizio non è sfruttato perchè poco pubblicizzato»
LIVORNO. Cani feriti e abbandonati, bisognosi di cure. Ma anche persone disperse o scomparse, da cercare attraverso le unità cinofile. Un duplice scopo, un'unica
ambulanza, cosiddetta veterinaria (“Unità ricerca e soccorso”). Era il maggio del 2010 quando il mezzo entrò a far parte del parco macchine della Svs: l’inaugurazione avvenne in Provincia e il Tirreno dedicò all’evento un ampio servizio. All’epoca si trattava di un mezzo pressoché unico in Italia, molto costoso (circa 50mila euro) dotata di 5 gabbie per trasporto unità cinofile e due barelle per il trasporto di animali. Il mezzo era stato acquistato dalla storica associazione di via San Giovanni grazie al contributo della Provincia e ai fondi Svs, alimentati soprattutto dalle donazioni. «L'Unità ricerca e soccorso - spiego in anteprima al Tirreno il direttore Fabio Cecconi - non è una semplice disponibilità di veicoli specializzati . È soprattutto una rete di associazioni che si sono unite per offrire un servizio professionale nella ricerca dei dispersi e nel soccorso acani, gatti e animali in genere». Della rete facevano parte anche Dogs club (35 volontari, conduttori di unità cinofile da ricerca e soccorso) e l'associazione sportiva Tnt.
A tre anni di distanza da quella inaugurazione, si scopre che il servizio è sempre attivo ma che l’ambulanza è stata utilizzata poochissimo: in media due servizi all’anno. «E’ vero - spiegano alla Svs - questo importante servizio non è sfruttuato a dovere. La colpa è che “l’unità ricerca e soccorso” è stato poco reclamizzato e molti livornesi neppure sanno che esiste»
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