Il Tirreno

Livorno

Moto bruciate, pagano i proprietari

di Lara Loreti
Moto bruciate, pagano i proprietari

Rogo dei tredici scooter: le carcasse sono sempre là e le spese per portarle via sono a carico dei padroni dei mezzi

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LIVORNO. Sono passati sei giorni da quando in via Mentana, all’altezza del numero 75, è divampato l’incendio doloso che ha distrutto tredici scooter in sosta. E le carcasse dei mezzi divorati dal fuoco sono ancora là: i residenti non ne possono più. Ma sugli sfortunati proprietari dei mezzi non gravano solo il disagio e il danno di ritrovarsi gli scooter distrutti, ma anche la beffa di doversi pagare le spese di rimozione. Dai sessanta ai duecento euro. Due sono le cose: o i padroni degli scooter provvedono a togliere le carcasse per conto proprio (qualcuno l’ha già fatto) o interviene l’amministrazione, ma sempre a spese dei cittadini che sono considerati responsabili dei mezzi, essendo privati.

«Danneggiati e beffati - dicono i proprietari dei mezzi- Non solo abbiamo subìto questo atto vandalico doloso, che ci sta creando un sacco i problemi, ma dobbiamo anche sbrigarcela da noi. Questa cosa è inaccettabile». I residenti sono tutti sulla stessa linea: «Che colpa abbiamo noi? È vero che i mezzi sono nostri ma è anche vero che noi questa cosa non ce la siamo certo cercata. Togliere i mezzi è un dovere del Comune: gli scooter sono sul suolo pubblico e deturpano l’ambiente», aggiunge una signora che abita nei paraggi.

Intanto le carcasse continuano a occupare il marciapiede di via Mentana, tra un’occhiata e l’altra dei passanti, un po’ increduli un po’ inorriditi. E la puzza non è diminuita. C’è chi è scappato per il weekend, allungando la festa di Ferragosto, per non stare in casa a respirare la fuliggine. È il caso di Yuri Morisco, che abita al piano terra di via Mentana 75 con la moglie e due bimbe piccole. È lui che ha dovuto murare le finestre della sua camera da letto per impedire al fumo di invadergli ulteriormente la casa. «Sono appena tornato dalla montagna - racconta - che dovevo fare? Ho preso la mia famiglia e l’ho portata via per qualche giorno in alta quota: almeno lì abbiamo respirato un po’ d’aria buona. Appena tornati qui, abbiamo trovato la stessa situazione. Ero convinto o meglio speravo che in questi tre giorni l’amministrazione avesse provveduto a togliere tutto. E invece. E oggi (ieri ndr) mi è toccato trascorrere la domenica a pulire casa».

D’altro canto, dall’amministrazione chiariscono che la normativa prevede chiaramente che la rimozione dei mezzi privati danneggiati in sosta per strada vengano rimossi a spese del proprietario, anche se sono stati presi di mira da un vandalo oppure oggetto di un gesto doloso mirato. Lo confermano i vigili urbani, che stanno seguendo il caso, e la protezione civile.

«Il Comune non ha responsabilità sugli incendi dolosi - spiega l’assessore all’ambiente, Massimo Gulì - Se i proprietari dei mezzi hanno avuto (loro malgrado ndr) un problema con un soggetto terzo, restano comunque responsabili degli scooter (e sono rintracciabili tramite matricola del telaio). E l’amministrazione non c’entra niente».

Intanto proseguono le indagini dei vigili del fuoco per risalire all’autore del rogo che è partito da una moto. I pompieri stanno ascoltando testimonianze. I rilievi tecnici hanno accertato che l’incendio è di origine dolosa, ma è ancora da chiarire come e perché chi ha agito abbia infierito in quel modo sui mezzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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