Il Tirreno

Livorno

«Così tra le onde curo la mia Zora»

di Martina Corirossi
«Così tra le onde curo la mia Zora»

La storia di Simonetta e del suo cane paralizzato dall’artrosi «Ogni giorno la porto in mare a fare “fisioterapia”»

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LIVORNO. Cullata tra le onde del mare dei Tre Ponti dalle braccia amorevoli della sua “mamma”, Zora sorride commuovendo un’intera spiaggia.

Sì, commuove, perché quello non è un bagno come tutti gli altri: Zora è un pastore maremmano di 16 anni affetta da una pesante forma d’artrosi e quel bagno, che ogni giorno allarga il cuore dei frequentatori di quel tratto di costa, è il gesto quotidiano di affetto puro e sincero che Simonetta Giusti, operatrice sanitaria, regala alla sua “cagnolona”. Un gesto d’amore che è anche l’ultimo tentativo di alleviare la sofferenza di Zora grazie a una sorta di fisioterapia in acqua. Da aprile, la cagnolona è completamente bloccata negli arti posteriori a causa dell'artrite.

Una storia che ricorda quella di “ Schoep”, incrocio di pastore tedesco affetto da artrite cronica, che riusciva ad addormentarsi soltanto quando il suo padrone John lo cullava nelle acque del Lago Superiore nel Wisconsin. La foto dei due aveva fatto il giro del mondo e in onore del pastore tedesco è nata la Schoep’s Legacy Foundation, fondazione benefica per aiutare gli altri animali in quelle condizioni e i loro padroni.

Zora però non dorme cullata tra le onde, ma sorride, come una bambina felice di godersi l’estate e lei e Simonetta sono davvero inseparabili. Fin dal primo momento in cui si sono guardate negli occhi ormai ben 16 anni fa.

«Tra me e Zora è stato amore a prima vista – racconta la sua padrona – era il 1997 quando io e il mio compagno abbiamo pensato di prendere un cane. Il destino ha voluto che il pastore maremmano di un’amica avesse appena partorito. L’idea di accogliere in casa un cane di grossa taglia mi lasciava perplessa, ero intimorita. Ma dal momento in cui ho preso in braccio Zora mi sono innamorata dei suoi occhioni neri». Con l’avanzare dell’età però, gli arti posteriori di Zora hanno iniziato a cedere. Artrite e dolori, il pastore maremmano ha cominciato a muoversi con sempre maggiori difficoltà, fino a che la muscolatura non si è atrofizzata.

«Zora non ha mai tollerato gli antidolorifici – spiega Simonetta – le causavano il vomito. Mi affido alla medicina omeopatica come ultima risorsa». Dalla fine di aprile Zora è inferma. Sempre più magra, le zampe che un tempo la sostenevano si sono trasformate in lunghi ramoscelli inerti. È stato nel giorno del più grande sconforto che Simonetta ha trovato la chiave per aiutare la sua amata cucciolona. «L'ho portata al mare per disperazione – dice – il giorno in cui avevo deciso di farla sopprimere».

Le condizioni di salute di Zora peggioravano a vista d'occhio e Simonetta aveva deciso di mettere fine alla sue sofferenze: «Ho chiamato il veterinario, che la sera sarebbe dovuto venire a casa per addormentarla. Ma dopo quella telefonata sono stata sopraffatta dal dolore. All’idea di separarmi da Zora mi sembrava di non riuscire più a respirare». È così che Simonetta ha capito che c'era ancora una speranza. Ha disdetto l'appuntamento col veterinario, ha preparato l'auto e ha portato Zora a fare il bagno alla spiaggia dei Tre Ponti. «Quando era giovane Zora adorava andare al mare – aggiunge la donna – nuotava al mio fianco facendo attenzione a non graffiarmi». Simonetta si è accorta dei benefici delle immersioni. «Dopo il bagno il suo corpo sembra più elastico, riesce a leccarsi la pancia e si rilassa».

Da quella giornata di fine maggio, ogni mattina Simonetta carica Zora in auto e la porta ai Tre Ponti. Restano in acqua venti minuti, a volte mezz’ora. La donna pratica al cane una sorta di fisioterapia, lo aiuta a muovere gli arti posteriori che altrimenti rimarrebbero fermi. Poi lascia che siano i raggi del sole ad asciugarla, coprendogli la testa con l'ombrellone. «Sulla spiaggia ho trovato un'accoglienza che mi ha sorpresa: temevo che i bagnanti si lamentassero per la presenza del cane – svela Simonetta – invece tutti si offrono per darmi una mano. L'altro giorno un’anziana signora mi ha detto di aver portato una bottiglia d'acqua in più, proprio per lavare via il sale dal pelo di Zora». Una gestione che richiede dedizione e cura. «Non possiamo lasciarla sola, deve essere spostata di peso e aiutata per mangiare e bere». La donna vive in simbiosi con Zora, ha imparato a riconoscerne le esigenze da un cenno del capo o un respiro affannoso. E lo sguardo riconoscente del pastore maremmano vale più di mille parole. Simonetta si chiede però con apprensione cosa accadrà una volta terminata la bella stagione.

Con il freddo, Zora non avrà più la possibilità di giovare dei benefici del rilassante bagno in mare. Ma c'è da scommetterci che l'animo "divino" di Simonetta riuscirà a trovare una soluzione per il bene della sua cucciolona.

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