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Chalet e verande abusive va tutto in prescrizione
La spuntano due gestori condannati in primo grado: in appello il reato è estinto Assolta la ditta che aveva installato le tende. Molte strutture erano già state tolte
LIVORNO. Tende e verande abusive davanti alle baracchine. La storia, sul viale Italia, si trascina da anni. Ma ora ecco che dal tribunale arriva la svolta: per alcuni di quei gestori che erano stati condannati in primo grado per abuso edilizio, il giudice ha emesso, in appello, le prime sentenze di non luogo a procedere. E il motivo è che nel frattempo i reati sono andati in prescrizione.
Il caso affonda le radici almeno nel 2003-2004, quando furono inaugurati gli chalet e i gestori iniziarono a lamentare la presenza di alcuni difetti, come le infiltrazioni d'acqua lungo soffitti e pareti. Presto si aggiunsero gli ascensori mai installati e le torrette inagibili. Così gli accordi col Comune sui canoni di affitto e la manutenzione iniziarono a saltare: qualcuno ha smesso di pagare, qualche struttura è andata in malora.
Fatto sta che da subito molti gestori - soprattutto quelli diventati ristoratori, più che baristi - hanno lamentato spazi troppo piccoli per fare fronte alle spese di tutto l’anno. «Senza verande esterne – hanno ripetuto a più riprese – è impossibile lavorare in inverno».
Aspettando un ok a costruire mai dato dalla Soprintendenza, a due passi dal mare e dalla Terrazza sono così spuntate verande in legno e acciaio. E quasi tutti i nomi dei gestori sono finiti tra le carte del Palazzo di giustizia per “costruzione abusiva in zona sottoposta a vincolo ambientale”.
Tra il 2010 e il 2011 per il titolare di Zanzibar, Marco Del Rio, era stata emessa una sentenza che prevedeva dieci giorni di carcere e un'ammenda di 10mila euro. Per il gestore di Alpe, Riccardo Spazzini, erano arrivate una multa di 12mila euro e una pena dell'arresto (sospesa, come nel primo caso) di sette giorni.
Erano stati condannati in primo grado anche i responsabili della ditta che aveva realizzato e installato tende e verande, l'impresa Dini.
L’avvocato Francesco Agostinelli, che difende sia i gestori che la ditta, è ricorso subito in appello. Alla fine sia per Spazzini che per Del Rio è stata emessa sentenza di non luogo a procedere «per estinzione del reato per intervenuta prescrizione». Il primo atto è datato 10 gennaio 2013, il secondo 20 giugno.
Poi il titolare della Dini Tende: a luglio è stato assolto nel merito dal tribunale di Livorno per l’installazione di una tenda davanti all’ex gelateria La Chiostra (il legali stanno aspettando che vengano depositate le motivazioni).
Sono infine in attesa dell’appello i gestori dello chalet Mauri, anche loro difesi dall’avvocato Agostinelli.
Va detto che nel frattempo molte delle verande abusive finite sul bancone del tribunale sono state sostituite dagli ombrelloni: i gestori le hanno rimosse nell’ambito di un accordo definito (ma non ancora sottoscritto) col Comune.
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