Il Tirreno

Livorno

Muore davanti ai familiari mentre nuota in piscina

di Lara Loreti
Muore davanti ai familiari mentre nuota in piscina

Malore fatale per Osvaldo Grassi, 61 anni, guardia giurata in pensione Stava facendo il bagno quando s’è accasciato. Era stato un volontario della Svs

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LIVORNO. S’è accasciato in piscina, davanti agli occhi dei suoi familiari. Osvaldo Grassi, 61 anni, s’è spento a Ferragosto a mezzogiorno, al bagno Oasi del mare al Calambrone di cui era cliente da anni. Una giornata tragica per la sua famiglia, che si era riunita al mare per trascorrere insieme la festa di mezza estate. Inutili i soccorsi messi in atto dai bagnini e poi dall’ambulanza, inviata dal 118. Una morte improvvisa tutta ancora da spiegare: probabilmente a stroncare Grassi è stato un arresto cardiaco, ma risposte più esaustive verranno dall’autopsia, disposta per oggi dalla pm Paola Rizzo, che segue il caso. L’obiettivo è capire i motivi di un decesso del tutto inatteso: Grassi stava bene in salute.

In base alla ricostruzione emersa, il 61enne stava facendo il bagno della piscina dell’Oasi del mare, bagno che si trova davanti al campeggio Pineta, dove la famiglia Grassi alloggiava. A un tratto Osvaldo s’è accasciato. «Lo abbiamo visto andare giù, in acqua, e i nostri bagnini sono subito intervenuti per soccorrerlo - dice Luca Gianvanni, titolare dello stabilimento balneare - tuttavia non c’è stato niente da fare: era un nostro cliente da anni, veniva sempre al mare con la famiglia». I soccorritori del 118 hanno provato a lungo a rianimarlo, ma è stato tutto inutile. Poi il corpo è stato portato ai Lupi in città dal servizio funebre della Svs. Devastati da dolore i familiari, che hanno assistito impotenti alla scena: erano presenti moglie, una figlia, genero e nipotini.

Grassi era una guardia giurata in pensione: aveva prestato servizio alla ex Metronotte, attuale Liburnia. Per anni aveva fatto la vigilanza in ospedale, all’ingresso di via Gramsci. Era molto conosciuto e stimato dai colleghi, che lo ricordano con grande affetto sia per la sua preparazione professionale sia per l’umanità.

Nato con la sua famiglia nel quartiere di Sant’Andrea e cresciuto a Shangay, Grassi abitava in via Palestro con la moglie. Aveva due figlie e i nipotini a cui era molto legato. In città era conosciuto anche per la sua lunga attività di volontario alla Svs. Commosso il ricordo di Roberto Terreni, segretario della Spi Cgil e volontario della Svs: «Osvaldo era un figlio del popolo e proveniva da una famiglia di bravissima gente formata dai genitori, un fratello e una sorella. Entrò da ragazzino alla Pubblica assistenza, che allora era il punto di riferimento dei giovani. Era di una cordialità tutta livornese: era amico di tutti, nella compagnia ci voleva uno così perché portava il buonumore. Nella Svs raggiunse il grado di sotto-caposquadra: all’epoca era presidente Amleto Lemmi, primo segretario della Cgil del post guerra. È sempre stato un ragazzo buono e umile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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