Il Tirreno

Livorno

Sventola il Vernacoliere con la bandiera pisana

Sventola il Vernacoliere con la bandiera pisana

Un gruppo di amici delle due città “firma” la conquista della vetta del monte Jezerca piazzando lo stendardo con la croce pallata e una copia della rivista labronica

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Pisani e livornesi non si smentiscono mai. Raggiungono la sommità della montagna più alta delle Alpi Albanesi, il monte Jezerca, e cosa fanno? Il pisano tira fuori la croce pallata e il livornese, senza battere ciglio, tira fuori il Vernacoliere. Con questi due simboli, immortalati a 2694 metri, hanno voluto certificare il raggiungimento della cima, dopo un percorso alpinistico di 1800 metri di dislivello. In verità in questo affascinante trekking nelle vallate di Thethi e Valbona del Parco Nazionale delle Alpi Albanesi, hanno partecipato oltre che a pisani e livornesi, anche viareggini, pietrasantini e romani, tutti soci del Club Alpino Italiano. La spedizione è stata organizzata dalla sezione di Pisa ed è una delle più numerose fatta dagli italiani. Infatti i partecipanti erano trenta, anche se in cima al Jezerca sono arrivati solo in tre, ma solo perché non era stata prevista la presenza massiccia di nevai ghiacciati per le forti nevicate invernali, pur essendo agosto, e non era stata portata l'attrezzatura necessaria per superarli. Tuttavia tutti , guidati da Enrico Mangano e Paolo Ghelfi ma tranquillizzati dalla presenza delle guide locali Niku, giovane alpinista di Tirana e Jani Ziso, presidente nazionale dell'associazione alpinistica albanese, hanno potuto godere di esperienze uniche. Entrambi le guide parlano italiano, il primo perché ha vissuto per qualche tempo in Italia e il secondo, ingegnere elettrico, perché viene spesso da noi essendo specializzato in costruzioni di impianti idroelettrici. In Albania comunque, per vari motivi, quasi tutti parlano un po' l'italiano e questo ha spinto la compagnia a immergersi completamente nella loro cultura e ha permesso, oltre che a realizzare meravigliose escursioni, di vivere quella storia affascinante che, prima nel 1500 con Skandeberg, e poi negli ultimi vent'anni con la nuova emigrazione degli albanesi in Italia, si intreccia inevitabilmente con la nostra.

Il villaggio di Thethi, a nord dell'Albania e ai confini con il Montenegro e il Kossovo, si raggiunge solo con auto fuoristrada ed è la base per molte ascensioni tra cui quella programmata sul monte Arapit ( 2217 m) una delle tante cime di queste Alpi dalle forme tormentatissime, intagliate da valli profonde, con aspetto di gole selvagge oppure di ampi valloni verdeggianti, circondate da chiostre di pareti nude e precipitose, da creste aspre e da cime frastagliate che formano uno scenario grandioso e suggestivo, destinato fra pochi anni a divenire la principale meta alpinistica dell'Albania.

Da Thethi si passa alla valle di Valbona attraversando l'omonimo passo con l'aiuto dei cavalli che trasportano i bagagli, ma questa zona si raggiunge facilmente anche con auto normali e perciò è molto frequentata dal turista locale per cui è provvista di strutture ricettive moderne e di un centro turistico con connessione internet. Basta spostarsi però un poco, come hanno fatto i nostri escursonisti andando al villaggio di Cerem, per raggiungere il passo di Borit al confine con il Montenegro, per vivere ancora di quella genuità rurale e contadina che ormai pochi di noi hanno avuto occasione di apprezzare nei propri paesi d'origine. Infatti di ritorno dal passo, a valle li attende una famiglia di contadini che hanno improvvisato una tavolata per tutti e dove han dato tutto quello che si ricava dalla terra e dagli animali in modo del tutto spontaneo e naturale.

A conclusione del trekking, il gruppo ha attraversato il lago di Koman in battello per raggiungere poi l'antica capitale, Kruja, famosa per la lunga resistenza, durata venticinque anni, all'impero ottomano e storica barriera all'espansione della religione musulmana in occidente.

Nel salutare il gruppo, le guide confessano con malinconia che tutti gli albanesi si sentono molto vicini agli italiani, moltissimi parlano l'italiano e tanti guardano la televisione italiana, ma per esplorare le loro montagne gli italiano sono in ritardo mentre austriaci, inglesi e tedeschi sono presenti da anni. Per questo si raccomandano calorosamente di parlare di questa esperienza in modo che altri possono godere di queste cime inesplorate, ricche di pareti verticali e limpide cascate , di grotte infinite e pini loricati e dove ancora volano le aquile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web