Il Tirreno

Livorno

La condotta perde da dieci giorni così l’acqua “buona” va nel fosso

di Federico Lazzotti

La denuncia dei residenti di via Fossoli, nella zona di Stagno, che hanno segnalato il guasto ad Asa «È uno spreco sia per l’azienda ma soprattutto per i contribuenti che dovranno pagare la bolletta»

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In via Fossoli, lingua di cemento e polvere, case basse e sole a picco che corre parallela alla superstrada Fi-Pi-Li, nella zona di Stagno, da una decina di giorni l’acqua “buona”, quella dell’acquedotto comunale, si spreca: esce dalla condotta principale, passa sotto al viadotto, scorre in un pozzetto che dovrebbe raccogliere l’acqua piovana e finisce la sua corsa dentro al fosso “Torretta”, un fiumiciattolo verde, buono per qualche allenamento in canoa e habitat naturale di ranocchie e zanzare tigre.

Dell’apertura della nuova fonte - che 24 ore su 24 non smette mai di zampillare acqua fresca - si è accorta una diecina giorni fa la signora Marisa Giusti, capelli bianchi, occhi celesti e vestito a fiori.

Della zona, questa signora sulla sessantina, è la memoria storica, anche per via del negozio di cui è proprietaria: si chiama “Bipla”, ed è una specie di bazar d’altri tempi che vende ferramenta e vernici. «Marisa ha mica uno di questi», domanda un cliente indicando un imbuto che vorrebbe con attaccata una gomma.

«Due domeniche fa - racconta la signora dopo aver risposto che il prodotto è finito - camminando lungo la strada qui davanti, ho sentito scorrere l’acqua sotto al tombino. Mi sono detta: strano, visto che dovrebbe raccogliere l’acqua piovana e non piove da giorni».

Così insieme ad altri residenti ha alzato il coperchio in ghisa accorgendosi che dal tubo passava acqua pulita.

«Quando sono tornata a casa - va avanti - ho subito chiamato l’ufficio guasti dell’Asa. Dovrebbero avere in segreteria due mie chiamate registrate nelle quali segnalo il problema e chiedo un loro intervento. Anche perché - puntualizza - questo è uno spreco che poi pagheranno i contribuenti e di questi tempi sarebbe meglio evitarli».

Due giorni dopo, in via Fossoli, «strada privata ad uso pubblico», si sono presentati due tecnici di Asa per accertarsi della bontà della segnalazione, verificare la qualità dell’acqua che passava dalla tubatura e dare così il via all’intervento di riparazione.

«Mi hanno salutato ringraziandomi per la segnalazione e dicendomi che nei giorni successivi il guasto sarebbe stato riparato».

I giorni sono passati, e in via Fossoli che dal lato opposto della superstrada guarda la variante Aurelia, hanno continuato ad aspettare, mettendo l’orecchio di tanto in tanto vicino al tombino per verificare se l’acqua avesse smesso di scorrere. Ma quel brusio, fino a ieri sera, non ha mai smesso di borbottare. E così gli abitanti hanno deciso di contattare il Tirreno per provare a trovare una soluzione al problema.

«Domani - spiegavano ieri pomeriggio da Asa - inizieranno i lavori di scavo. Da quando abbiamo ricevuto la segnalazione i nostri tecnici hanno monitorato la zona per cercare il punto esatto del guasto. In ogni caso si tratta di una perdita limitata». Insomma, dalla sede di via del Gazometro, l’azienda ridimensiona il guasto. E mettono in evidenza un problema. «Visto il periodo - concludono da Asa - cercheremo di effettuare un intervento il meno invasivo possibile, altrimenti molti residenti della zona potrebbero dover restare a secco». Quello a cui l’azienda non risponde, però, è la quantità di acqua che dal 2 agosto ad oggi è stata sprecata per colpa del guasto. «Fuga limitata», è la definizione.

A preoccupare i residenti è anche il percorso che l’acqua ha fatto e la sua destinazione finale, tanto che uno di loro ha preso carta e penna denunciando in una lettera sarcastica quello che stava accadendo in via Fossoli.

«Si sta verificando - si legge - una moria di pesci gatto, nutrie, qualche ranocchio, e la devastazione dei nuovi impianti di zanzare tigre, nere e pure le loro cugine».

Anche noi abbiamo seguito il percorso dell’acqua perduta che passa sotto al tombino costruito dai residenti una decina di anni fa dopo un maxi guasto che nessuno ha dimenticato. «Le vede le macchie di cemento più scure, i lavori sono stati fatti in quel punto. Per mesi restammo con la strada distrutta».

Per arrivare al torrente dove finisce l’acqua è necessario fare una specie di rally tra campi, camper parcheggiati e strade scoscese che sembrano vecchie mulatterie.

«Ormai pesci da queste parti - racconto un signore a torso nudo che ha appena finito di lavorare - non se ne vedono più da anni. Prima mi mettevo qui sull’argine per passare il tempo e qualcuno abboccava, poi li ributtavo in acqua».

Dalla strada ecco il tubo dell’acquedotto che durante il suo percorso si congiunge con l’altra conduttura e arriva fino a Livorno. Passa vicino al ponte, sotto c’è il fosso.

«L’altro giorno - prosegue la signora Marisa - parlando con i ragazzi del circolo dei canoisti che si allenano in questa zona, mi hanno detto che da qualche giorno l’acqua del torrente è molto più chiara».

Probabilmente tutti i litri d’acqua che negli ultimi dieci giorni sono finiti qua dentro possono in qualche modo aver modificato l’ambiente.

«Adesso speriamo solo che chi di dovere ripari questo guasto».

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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