Il Tirreno

Livorno

«A Quercianella rinasco puntando tutto sui fiori»

di Ludovica Monarca

La storia di Manuela Moro, 54 anni, e della sua nuova attività “Astro, fiori e...” «Dopo anni da giardiniera apro il mio negozio scommettendo sulla bellezza»

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LIVORNO. «Perché mi sono trasferita a Quercianella? Sognavo di poter vivere vicino al mare e un giorno, mi chiamo mio figlio che era qui in vacanza e mi disse: “Mamma, questo è il posto per te”». È nata così, 15 anni fa l’avventura tutta labronica di Manuela Moro, 54 anni, bergamasca trasferitasi sulla costa per inseguire un sogno d’infanzia.

«Il mio obiettivo è sempre stato quello di avere una villetta vista mare e un grande amore, come tra Dylan Dog e Eva Kant, ancora non ho nessuno dei due, ma almeno abito sulla costa». Sorride Manuela, nonostante i suoi progetti non abbiano seguito del tutto il percorso sperato, spinta da quella carica che solo l’inizio di una nuova avventura riesce a dare. Nonostante i rischi, nonostante i pericoli che un salto nel vuoto prevede. «Perché per me aprire questo negozio è stato davvero un salto nel vuoto, ma lo faccio con il sorriso, perché ci credo, enormemente».

“Astro fiori & ...” - questo il nome dell’attività di Manuela - ha aperto da pochi mesi in via del Littorale 441 a Quercianella. Un angolo ancora in divenire in cui perdersi tra fiori, piante, composizioni e gioielli di bigiotteria. «E siamo solo agli inizi – racconta Manuela – quella “&” nel nome l’ho messa apposta perché per questo piccolo negozio ho tanti progetti a cui dare forma, vedremo».

Un progetto nato dalla voglia («ma anche dalla necessità», sottolinea) di rialzarsi dopo la fine del matrimonio. «È con mio marito – racconta Manuela – che quindici anni fa abbiamo deciso di lasciare Bergamo e trasferirci qui. Insieme, abbiamo aperto una ditta di giardinaggio “Astro” e insieme cercavamo di mettere da parte i soldi necessari per poter comprare la famosa “villetta vista mare” che sogno da sempre». Un sogno che si è infranto lo scorso anno quando il marito di Manuerla ha deciso di tornare a Bergamo. «Le relazioni finiscono – spiega – fa parte della vita e la colpa di solito è sempre a metà strada. Non voglio che tutto ricada solo su di lui. È finita la parte del nostro sogno “insieme”, continua la mia. Certo – continua Manuela – per me è stato difficile rialzarsi ma questo nuovo progetto mi riempie di energia positiva».

Dopo il dolore della fine del matrimonio, Manuela si è rialzata e ha deciso di usare il fondo che aveva con il marito per la loro azienda di giardinaggio e trasformarlo in un negozio di fiori. «Continuo anche a lavorare come giardiniera e progetto giardini – spiega – Ma a cinquantaquattro anni e da sola, arriva il momento in cui ti rendi conto che il tuo fisico non ce la fa più a sostenere una mole di lavoro così pesante e così ho pensato di aprire un negozio di fiori. Mi è costato praticamente tutti i risparmi che avevo e ancora non ho finito di creare tutto quello che ho in mente – afferma mentre mi mostra il suo negozio in evoluzione – Molti dei mobili che ho qui dentro li ho riciclati, trasformati. Ho intenzione di dare valore a tutto, insieme a me anche le altre cose riprendono vita. Ne abbiamo bisogno entrambi».

Nata in una famiglia di artigiani e prima di cinque figli, Manuela è cresciuta circondata da bellezza e senso estetico. «I miei genitori erano i migliori tappezzieri di Bergamo – racconta – mi ricordo aver giocato tra stoffe meravigliose. Anche le mie sorelle lavorano tutte nel capo della moda e dell’estetica. Io ho trovato la mia realtà in mezzo ai fiori. I colori della natura sono i più belli».

Il suo fiore preferito? Manuela non sa scegliere. «Sono belli tutti e poi dipende da che cosa abbiamo bisogno in quel momento – spiega – Io sono schietta e dico ciò che penso e ciò è giusto per le piante. Non tenterò mai di vendere una pianta da ombra a un cliente che ha un giardino in pieno sole. La pianta ne soffrirebbe e il cliente non sarebbe soddisfatto».

Paura della crisi? «Tanta, tantissima. Anche quando avevo la ditta con mio marito ne subivamo le conseguenze, ma uno non può arrendersi. Molti mi hanno detto che aprire questo negozio era una follia, ma io voglio rischiare e sono pronta a lavorare duro per farlo. ».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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