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«Uniamo modernità e tradizione per rilanciare la gelateria di papà»

«Uniamo modernità e tradizione per rilanciare la gelateria di papà»

LIVORNO. Era il 1993 quando Enio Bottici, all'epoca quarantenne con alle spalle una carriera da commerciante di abbigliamento, rilevò l'attività di una gelateria in corso Amedeo. Grazie all'aiuto di...

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LIVORNO. Era il 1993 quando Enio Bottici, all'epoca quarantenne con alle spalle una carriera da commerciante di abbigliamento, rilevò l'attività di una gelateria in corso Amedeo. Grazie all'aiuto di un maestro gelatiere, Enio e la moglie Liliana impararono presto i segreti del mestiere, vedendo premiati i sacrifici iniziali. Nacque così “Dolcefreddo”, uno dei locali più conosciuti nel centro cittadino.

La gelateria di corso Amedeo nel marzo scorso ha raggiunto il prestigioso traguardo dei 20 anni di attività. Per l’occasione c'è stato un significativo passaggio di consegne tra Enio e Liliana e i loro due figli, Elena e Luca, rispettivamente di 38 e 34 anni. «Abbiamo cominciato per gioco – dicono in coro i “nuovi” proprietari - fino a ritrovarci giovani imprenditori».

Già, perché dopo la meritata pensione dei genitori, Elena e Luca hanno deciso di fare le cose in grande, formando una società per azioni al 50% e avviando un completo restyling dei locali. Un’operazione possibile grazie all’importante contributo della Regione, arrivato con la partecipazione ai bandi per l’imprenditoria femminile e giovanile. Ma non è stato un percorso facile. «Senza l’aiuto di Andrea Porciani dell’Artigiancredito Toscano - sottolinea Elena - ci saremmo persi nel ginepraio burocratico del nostro Paese».

«Altro che semplificazione! - aggiunge Luca con ironia - Siamo stati sommersi da pile di fogli, documenti e preventivi. La Regione vuole vederci chiaro per evitare truffe, ma la trafila burocratica è comunque un po' eccessiva».

Dopo varie peripezie, Elena e Luca hanno ottenuto dei fondi a tasso zero, che dovranno restituire entro i prossimi 5 anni. Un aiuto non indifferente, però... «Il finanziamento – rivelano – deve ancora arrivare, così nel frattempo abbiamo dovuto chiedere aiuto ai nostri genitori, senza i quali non avremmo potuto cominciare i lavori». «È un paradosso – commenta Luca – Si parla tanto dell'indipendenza dei giovani, eppure anche chi è volenteroso deve fare i conti con ostacoli e ritardi che mettono a dura prova il successo delle buone iniziative. Noi siamo stati fortunati, ma non tutti possono permettersi procedure così lunghe».

La gelateria di corso Amedeo non ha solo cambiato volto, ma ha anche ampliato l’offerta per i clienti di tutte le età. «I nostri punti di forza – spiega Luca – restano il gelato artigianale e le famose crepes, ma abbiamo allargato la produzione con le brioches siciliane ripiene di gelato, con i ghiaccioli di frutta fresca e con un piccolo angolo pasticceria». Pur nel rispetto della tradizione, il “nuovo” Dolcefreddo di Elena e Luca si dimostra al passo coi tempi, come testimoniato dalle novità del gruppo su Facebook (che conta già 500 iscritti) e delle recensioni, tutte positive, su Trip Advisor. Senza dimenticare l'orario “flessibile”: fino a settembre il locale sarà aperto dalle 10.30 alle 23.30. «Per noi – concludono fratello e sorella – è motivo di orgoglio proseguire il lavoro dei nostri genitori in modo indipendente e contando sulle nostre forze. Speriamo, come loro, di arrivare a festeggiare altri 20 anni di attività di Dolcefreddo».

Giorgio Carlini

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