Gioco
Acqua, Livorno tra le città con la bolletta più salata
In sei anni il costo del servizio è quasi raddoppiato: per Cittadinanzattiva è settima in Italia. Una famiglia-tipo paga in media 485 euro all’anno
LIVORNO. Cara acqua. In tutti sensi. Secondo l’indagine condotta dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva Livorno è al settimo posto tra le province italiane con la bolletta dell’acqua più salata. Settima e in buona compagnia, visto che nella costosa topten figurano ben otto città toscane.
L’indagine mette in luce che dal 2007 a oggi, in Italia il costo del servizio idrico per uso domestico è lievitato del 33 per cento. Regina degli aumenti è proprio la Toscana, dove in sei anni la spesa è più che raddoppiata: in media +50,6 per cento, dal 93,4 per cento di Massa al 39,6 di Arezzo. Livorno sfiora il 40 per cento (39).
L’indagine è stata condotta nei capoluoghi di provincia sulla base dei dati del 2012. Sotto la lente di ingrandimento ci sono finite le voci di spesa che insieme danno il costo del servizio nelle nostre case: acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa (ex nolo contatori). In soldoni: una famiglia tipo di tre persone, con un consumo annuo di 192 metri cubi d’acqua, a Livorno paga 485 euro (considerando il 10 per cento Iva). Davanti ci sono Firenze, Pistoia e Prato (509 euro), Arezzo (496), Grosseto e Siena (493). Dietro Pesaro e Urbino (481) e Pisa (471). Lontanissime Caserta (184 euro) e Cremona (185).
Le associazioni dei consumatori protestano e puntano il dito contro le privatizzazioni. I vertici Asa controbattono che «la Toscana è la regione con le tariffe più alte, è vero, ma è anche quella che ha iniziato per prima ad applicare la legge Galli, che riconosce in tariffa sia i costi di gestione che quelli di investimento». «Lo scorso anno – aggiungono – l’azienda ha fatto 21 milioni di euro di investimenti, concentrati soprattutto tra Cecina e la Val di Cornia, con effetti immediati sull’isola d’Elba, per l’abbattimento dei livelli di boro e arsenico».
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