Il Tirreno

Livorno

Sorpasso all'Elba: gli stranieri più degli italiani

di Stefano Bartoli
Sorpasso all'Elba: gli stranieri più degli italiani

L'isola torna a crescere dopo anni di crisi: dagli svizzeri agli australiani è un nuovo boom

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Ormai arrivano, con tutti i mezzi a disposizione, dagli aerei fino ai traghetti che offrono tariffe particolarmente allettanti. E così, complice una politica promozionale efficace gestita in proprio dagli operatori dopo la cancellazione dell’Apt, stanno trasformando le strade di paesi e cittadini in un “melting pot” dove si parlano l’inglese americano, lo slang australiano, il francese, il tedesco e naturalmente l’ampio ventaglio delle lingue dell’est europeo. Il tutto a scapito dell’italiano che, al contrario, viene sempre più messo da parte. Insomma, l’Elba quest’estate ci riserva davvero un bella sorpresa: i turisti d’oltreconfine, in particolare svizzeri, tedeschi, olandesi e francesi, superano gli italiani e trainano l’isola fuori da una crisi che aveva visto il suo momento peggiore proprio nel 2012 con un calo secco del dieci per cento della presenze, percentuale che tradotta in numeri voleva dire il passaggio da tre milioni di pernottamenti a meno di due milioni e settecentomila. «Ebbene, quest’anno potremmo tornare a quota due milioni e 800mila, con un aumento del 5 per cento, vedendo così un po’ di la luce in fondo al tunnel, - conferma Massimo De Ferrari, presidente degli albergatori elbani - e il merito va proprio agli stranieri. Purtroppo gli italiani sono in netta flessione, intorno al 10 per cento a luglio, mentre le presenze legate agli altri paesi salgono del 20. La conseguenza è che ormai negli alberghi dell’isola il rapporto tra italiani e stranieri è di uno a uno con una prospettiva tutta sbilanciata verso questi ultimi, mentre prima era di tre a due a nostro favore».

Imprigionati dalla crisi. Se, dopo la grande paura di primavera, con il maltempo che imperversava e le prenotazioni che latitavano, gli operatori per la prima volta sorridono, la prima cosa che viene da chiedersi è il perché di questa inversione nella tipologia delle presenze, un esempio pratico del fatto che molti paesi stanno uscendo dalla crisi economica, mentre in Italia il clima è ancora quelle da “grande depressione”. De Ferrari, che sull’isola gestisce due hotel, racconta episodi significativi, come il cliente italiano che chiede di poter venire pagando il conto tra un po’ perché era ancora in attesa di un grosso pagamento che doveva arrivare il 31 luglio; oppure di un’imprenditrice che avendo messo nella propria azienda in cassa integrazione gli operai, non se la sente di concedersi una vacanza. Ma l’albergatore descrive anche una politica promozionale mirata ed indipendente che, dopo il tramonto delle Apt, si è concentrata sull’estero ed in particolare sulle fiere sportive come quelle dedicate al diving o al cicloturismo.

Aeroporto, un boom. Certo i numeri reali sembrano limitati rispetto al movimento turistico complessivo, ma il piccolo aeroporto di La Pila, a Marina di Campo, sta registrando un boom i cui riflessi economici sono davvero da incorniciare. «Gli indicatori sono tutti ampiamente positivi - conferma Claudio Boccardo, amministratore unico di AlaToscana, la società di gestione - e mi riferisco in particolare alle cifre del 31 luglio che, rispetto alla stessa data del 2012, vedono un 21,3 per cento di incremento per quanto riguarda i passeggeri. Questi ultimi, in assoluto ed alla stessa data, sono saliti da 6.015 a 7.295, mentre in fondo all’anno si dovrebbe passare complessivamente da 16.700 a 17mila. E questo nonostante che non ci siano collegamenti con l’Italia, visto che rispetto al 2012 abbiamo perso i voli su Milano Malpensa e su Bergamo». Resta il fatto che il piccolo scalo sta vivendo un’operazione di restyling, con il rifacimento del terminal e l’aumento dei voli, in particolare per la Svizzera e la Germania, con la possibilità di collegamenti con i network mondiali delle varie compagnie. Il tutto a favore di una clientela che noleggia auto, barche, cerca alberghi di un certo livello e frequenta i ristoranti.

Il sorriso dei commercianti. Se dalla sede milanese di Moby Lines, leader dei traghetti non si sbilanciano sui dati dei passeggeri, a parlare sono comunque le code alle biglietterie e la ressa che ha caratterizzato lo scorso fine settimana e che, secondo le previsioni, si ripeterà anche nel prossimo. Ma ad ammettere il boom sono anche i negozianti che, come sottolinea Franca Rosso, presidente della Confcommercia elbana, tornano a sorridere. «Sì, stiamo mantenendo le posizioni - conclude quest’ultima -. Merito anche della riduzione delle tariffe dei traghetti ed anche del ripristino di collegamenti come quello diretto da Portoferraio a Bastia di Corsica Ferries».

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