Il Tirreno

Livorno

I marciapiedi sono invasi da sterpaglie e spine

I marciapiedi sono invasi da sterpaglie e spine

Proteste da via Salvatore Orlando: «Siamo costretti a camminare in strada» Lamentele per la vegetazione incolta anche nella zona di Villa Fabbricotti

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LIVORNO. Sono numerose le segnalazioni giunte alla rubrica online del Tirreno, “Segnala Livorno”, sul problema - irrisolto - della vegetazione incolta. Lettere scritte da cittadini che dai quartieri nord fino a Antignano sottolineano come spesso erbacce e arbusti di ogni tipo finiscano per "inghiottire" i marciapiedi, impedendo di fatto il transito ai pedoni e contribuendo a dare un'immagine di trascuratezza alla città.

La prima segnalazione porta la firma di Chiara e riguarda via Salvatore Orlando: «Ormai da mesi è impossibile camminare sul marciapiede - scrive la lettrice - perché è invaso da rovi e altre piante piene di spine. L'alternativa forzata è quella di scendere e proseguire lungo la carreggiata, anche nel tratto in curva, rischiando così di venire investiti da auto e mezzi pesanti, che su questa strada scorrono a forte velocità».

Altra zona, altra segnalazione di vegetazione incolta. Stavolta il problema riguarda cancelli e muri di cinta che costeggiano la Villa Fabbricotti. E più precisamente siepi o rami troppo rigogliosi che dall'interno del giardino pubblico arrivano fino sui marciapiedi adiacenti, sia in via Pirandello che in via Albertelli. «Molti dei rami che spuntano - scrive Alberto - hanno le spine, perciò sono molto pericolosi per i pedoni. Si tratta di marciapiedi molto frequentati: io personalmente ho tagliato qualche ramo nelle settimane scorse, ma senza un intervento complessivo la vegetazione continuerà a crescere. Per questo chiedo a chi di dovere di intervenire subito, prima che qualcuno si faccia male».

Magari, nel frattempo, alcuni dei tratti segnalati dai nostri lettori saranno stati ripuliti, ma ogni giorno c'è qualche nuovo marciapiede che viene indicato dai cittadini per essere "off-limits" a causa delle erbacce. In conclusione ci affidiamo alle parole di Roberto, che dopo aver evidenziato il degrado del "canneto perenne" accanto alla chiesa dei Sette Santi, passa a un ragionamento più generale: «È indecente, in una città che si rispetti, dover essere obbligati a camminare per strada perché i marciapiedi sono fagocitati da piante e sterpaglie. Basterebbero rapidi passaggi con i decespugliatori, ed ecco che i marciapiedi tornerebbero a essere percorribili. Quanto poco ci vorrebbe per vivere meglio».

Giorgio Carlini

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